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Con “Milano Chiama”, fuori dal 20 febbraio, ×hellsanti× firma un singolo che suona come uno schiaffo emotivo e insieme come un grido liberatorio. Il brano anticipa l’album in arrivo a marzo e mette subito in chiaro le coordinate: pop punk diretto, spirito DIY e zero compromessi.

La canzone corre veloce dall’inizio alla fine, sorretta da un’energia costante e da un ritornello che si stampa in testa dopo il primo ascolto. È un pezzo che non chiede permesso: rabbia e delusione vengono sputate fuori senza filtri, trasformando l’esperienza personale in qualcosa di immediatamente condivisibile. Al centro c’è il mondo della musica, con le sue promesse ambigue, raccontato attraverso la metafora di Milano: una città che può essere trampolino di lancio o tritacarne emotivo, spesso entrambe le cose allo stesso tempo.

Il vero punto di forza di “Milano Chiama” sta proprio qui: nella capacità di essere profondamente underground ma, allo stesso tempo, accessibile. ×hellsanti× riprende il pop punk dei primi anni 2000 — quello istintivo, viscerale, fatto per essere cantato a squarciagola — e lo aggiorna, rendendolo fresco e credibile nel presente. Non c’è nostalgia fine a se stessa, ma una rielaborazione consapevole.

Come racconta lo stesso artista, il brano parla del bisogno di fuggire e del prezzo emotivo che questo comporta. Milano diventa una chiamata ambigua: promessa di sogni, visibilità e benessere, ma anche sinonimo di insonnia, solitudine e instabilità. È un ritratto introspettivo, disilluso, che attraversa la città come fosse uno spazio di passaggio, lasciando tutto in sospeso e affidando alla musica l’unica direzione possibile.

“Milano Chiama” è una canzone che funziona perché è sincera, urgente e senza maschere. Un brano capace di parlare a chi conosce bene certe dinamiche, ma anche a chi, semplicemente, ha bisogno di sentirsi meno solo sotto le luci — spesso accecanti — del palcoscenico.

 

Ascolta su Spotify https://open.spotify.com/intl-it/track/2hKBQbvH4UbtV4RHsjDypn