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Una città osservata dall’alto rivela linee, movimenti e contraddizioni che a volte sfuggono a chi la attraversa ogni giorno. Milano, con i suoi spigoli e le sue aperture improvvise, diventa nel nuovo singolo di Mazzoli, Il cielo sopra Milano, un luogo emotivo prima ancora che geografico. La canzone nasce dall’esigenza di restituire uno sguardo personale su una città che non smette mai di cambiare, e che spesso chiede a chi la vive di cambiare allo stesso ritmo. Mazzoli costruisce un racconto che non mira alla rappresentazione monumentale di Milano, ma alla sua dimensione quotidiana: la capacità di far convivere distanze e prossimità, velocità e sospensioni, ambizione e fragilità.
Il brano si muove su un equilibrio tra osservazione e introspezione, scegliendo un linguaggio diretto e una struttura musicale che accompagna senza sovrastare. La produzione ricerca un suono pulito, essenziale, che lasci spazio alla voce e al testo, permettendo alla città evocata di diventare scenario ma anche metafora. L’attenzione alle immagini, alle piccole illuminazioni che emergono tra strade, palazzi e attese, definisce una narrazione che invita l’ascoltatore a riconoscersi, più che a identificare un luogo preciso. Milano diventa così uno specchio e non soltanto un panorama.
Il percorso artistico di Mazzoli si conferma orientato verso una scrittura che predilige l’autenticità, rinunciando all’impatto immediato per cercare uno spazio più profondo, quello in cui la musica diventa un modo di leggere se stessi attraverso ciò che ci circonda. Il cielo sopra Milano segna un momento di maturità espressiva, un punto di incontro tra esperienza personale e attenzione al contesto, tra biografia e osservazione urbana.
Questa intervista nasce dall’esigenza di esplorare meglio il processo creativo del singolo, comprendere come si sia sviluppata la scrittura e indagare il ruolo che Milano ha assunto, sia come ispirazione sia come presenza concreta nella costruzione del brano.
“Il cielo sopra Milano” è un titolo che racconta già molto: com’è nata questa canzone e quale immagine volevi restituire di quella città che descrivi come “più grande di noi”? Ciao, beh si è un titolo che già catapulta dentro uno scenario ben definito o almeno immaginabile, la milano di cui parlo è quella vista dagli occhi di un turista della grande città di chi proveniendo dalla provincia non sa mai bene dove mettere le mani o come sentirsi di fronte a palazzi cosi alti
Hai scritto il brano durante le settimane di X Factor: quanto ha influito quell’esperienza sulla tua scrittura e sul modo di guardarti dentro? Non credo mi abbia influenzato sulla parte autoriale ma mi sento di avere nuove consapevolezze con le quali camminare, li per lì ha contribuito a farmi sentire piccolo che credo sia una dimensione ben descritta nel brano
La produzione di Matteuzzi, Spatara e gli altri dà al pezzo un respiro classico ma contemporaneo. Ti senti più vicino al cantautorato tradizionale o al nuovo pop italiano? La produzione ha abbracciato il brano come volevo, i ragazzi hanno subito intercettato quel taglio anni 70 che doveva prendere il brano, per il tipo di ascolti che faccio mi ritengo più vicino al cantautorato classico
Nel testo parli di smarrimento e di ricerca. Ti senti oggi più orientato rispetto a quando hai iniziato questo percorso musicale? Complice anche la parentesi televisiva e l’aver completato un disco per intero ora come ora mi sento molto vicino a dove voglio arrivare, almeno per questo primo progetto, sono felice del punto dove mi trovo
Dopo l’esperienza televisiva sei partito per un piccolo tour nei club. Cosa ti ha colpito di più del ritorno al contatto diretto con il pubblico? Intanto è stato più facile organizzare queste date, mi mancava tanto suonare in giro e riuscire ad arrivare in tanti posti sparsi per l’Italia è bellissimo, oltretutto l’affetto delle persone è raddoppiato e questo è davvero impagabile
Guardando avanti, che tipo di artista aspiri a diventare dopo X Factor e questo nuovo inizio? Sicuramente aspiro a fare più date possibili, mi piacerebbe condividere questo viaggio con le tante belle persone che ho attorno e credo anche che questa sia la chiave per fare sempre bella musica almeno per me, vivendo una vita vera. Come artista spero i brani sappiano arrivare a chi possono essere utili, a chi ha bisogno di una carezza.


