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Nessuna operazione nostalgica. Il punk è vivo e vegeto per quanto forse raramente riesca a trovare la forza mediatica di un tempo. Dopo gli anni con le PornoRiviste e i Collettivo01, Loste oggi approda ad un lavoro personale dal titolo “Postumi”, un disco che sa di sudore, sarcasmo e verità sputate in faccia. Dentro ci sono amori finiti male, notti di eccessi, solitudini moderne e una rabbia che non si è mai addomesticata. Ma c’è anche sperimentazione, coraggio, e la voglia di rompere i codici di un genere che per lui non è mai stato una gabbia. Punk sì, ma attraversato da elettronica, ritmi latini, schegge africane e ironia nera.

 

In “Postumi” c’è molta solitudine ma anche voglia di riconciliazione. È un disco che cerca la pace o che continua a farsi domande?

È un disco che forse in fondo in fondo un po’ di pace la cerca. Si chiude con una melodia da santone indiano d’altronde… Ma è anche un disco che si chiama Postumi e che quindi presuppone che in ogni caso le brutte esperienze rimangono addosso…

 

E questa terra? Che posto è in fondo?

Bellissimo, naturalmente. Non è bellissimo sentire parlare ogni giorno di guerra, bambini uccisi, crisi climatiche, povertà, disagio, violenza sulle donne? Ironia a parte, spero che gran parte di queste cose finiscano presto o che quanto meno si attenuino un po’, anche se purtroppo questa è la terra del menefreghismo, dell’apparenza, della mancanza di empatia. Quindi, continueremo a chiederci come sia davvero questa terra…

 

E parliamo di punk: che scena trovi oggi in Italia? Ha ancora senso e spazio un simile genere?

Ha senso finché non entra in gioco l’autocelebrazione e il voler a tutti i costi canonizzarsi in termini di stile musicale, look, tematiche, etc… Personalmente ho una considerazione del punk un po’ diversa da canoni che la stessa scena impone (e questa cosa fa ridere e piangere allo stesso tempo). Per me il punk è mettere a nudo un vero disagio, giocarci sopra, ma comunque denunciarlo senza mezze misure.Oggi in Italia durano delle band storiche, ma perché sono delle vere eccellenze e perché comunque hanno sempre trovato il modo di rinnovarsi e/o di mantenere una linea ben precisa, senza compromessi. Parlo principalmente, anzi precisamente, di Punkreas, Derozer e anche del buon Giancane che trovo essere veramente geniale.

 

Te lo chiedo perché nella tua storia ci sono collettivi, band, fratellanze musicali. In questo disco, invece, sembri cercare la solitudine come punto di forza. È una scelta o una conseguenza?

È uno dei postumi del disco. Purtroppo mi sono accorto con l’esperienza che delle volte l’arrivismo, l’egocentrismo, l’orgoglio e la mancanza di empatia portano le persone persino a uccidere la propria madre o la propria fidanzata (fisicamente o anche solo moralmente). Figuriamoci un amico o un compagno di band. I collettivi avevano senso quando ci si trovava e si affrontava la vita di tutti i giorni insieme e di persona. Con i social, ora, siamo tutti soli in mezzo a milioni di individui.

 

“La Terra è un Posto Bellissimo” – Official Video

 

Che poi peschi tanto dall’immaginario degli anni punk… ma peschi anche simboli del pop… che passato è stato? Tanto glamour, tanta libertà… andava meglio così?

Beh il punk è ovviamente il mio background e non sarei mai riuscito a non partire da lì. Tuttavia credo che anche le melodie del pop e del rock più classico siano molto efficaci soprattutto quando si vuole imprimere nella testa ad esempio un “ritornellone”. Rispetto al discorso della libertà, anche qui, posso solo dire che sì, una volta eravamo più liberi tutti perché c’era meno roba. Ora davvero si confonde la libertà con la libertà di dire e fare sui social quello che si vuole e dover sempre per forza autodeterminarsi, nel look, nello stile di vita, nella sessualità. In realtà non facciamo altro che seguire lo stesso dei canoni imposti dagli strumenti stessi che utilizziamo.

 

E nel futuro? Punk ed elettronica intelligente secondo te avrebbe senso vederli assieme?

Se mi parli di AI ti dico che già si usa da anni nella musica e, anzi, rincaro la dose dicendo che gran parte delle canzoni “da radio” che sentiamo tutti i giorni arrivano da lì. Purtroppo tutto ciò sta arrivando anche nel punk. Ad esempio, mi è stata recentemente proposta una collaborazione su un brano creato interamente con l’AI e spacciato per un brano originale. Non ti dico la mia risposta…

 

Ascolta “Postumi” on Spotify

https://open.spotify.com/intl-it/album/2NQ7M7lGVgUV42PM2T2uny?si=2de6731b8d2e44c6