Dopo un lungo silenzio, La Tresca torna a farsi sentire con “Festa sarà”, un nuovo singolo che è molto più di un semplice brano: è un manifesto di rinascita, un inno alla memoria, un ballo collettivo tra presente, passato e futuro. Il gruppo folk e kombat-folk della Tuscia, noto per le sue radici nella tradizione popolare e nella resistenza sociale, festeggia così il suo 25º anniversario con un video evocativo e un messaggio chiaro: “Torniamo per restare.”
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La Tresca torna… per restare? E c’è un disco all’orizzonte?
«Certo che La Tresca torna per restare. In verità, non se ne è mai andata.»
Con queste parole i membri del gruppo aprono l’intervista, confermando il ritorno e anticipando l’arrivo di un nuovo progetto discografico. Non hanno mai smesso davvero di esserci, spiegano, perché le note scritte e le emozioni condivise con il pubblico sono rimaste a galleggiare nel tempo, pronte a riaffiorare.
Il nuovo disco è in lavorazione, ma senza fretta:
«Le nostre anime col passare del tempo assumono sempre più sfaccettature. Sintetizzare tutto in un album è un lavoro affascinante, ma richiede tempo.»
“Festa sarà” è un inno alla rinascita?
«Molto più di una rinascita. È la colonna sonora del nostro 25º compleanno.»
Il nuovo singolo celebra un traguardo importante: 25 anni di musica, lotte, concerti e storie condivise. Un ritorno alla vita e alla voglia di raccontarla. Dietro il testo e il video c’è anche una rinascita personale, che ha toccato da vicino uno dei membri del gruppo, ma che ha avuto risonanza collettiva:
«Siamo un corpo unico che condivide gioie e dolori.»
Il video è una riflessione malinconica sul tempo: passato e presente dialogano tra loro?
«Abbiamo voluto guardare noi stessi da un’altra angolazione. Con occhi esterni, ma pieni di verità.»
Nel video, emozioni e memoria si intrecciano. È una riflessione visiva sull’accettazione e sulla crescita:
«La lettura del presente ti consente di valorizzare ciò che hai vissuto. Così da non avere rimpianti.»
Il vostro suono è radicato nella tradizione. Quanto conta oggi la memoria?
«La memoria è la base di tutto. È il tuo modo di esprimerti, di parlare, di vivere.»
Nel mondo iperveloce di oggi, La Tresca rivendica il valore della lentezza e della memoria condivisa. Le loro canzoni nascono spesso dai racconti dei vecchi, dalle leggende, dalle lotte contadine, dai gesti semplici e potenti:
«I nostri suoni riflettono queste storie. Ci perdiamo in esse, affascinati.»
E l’elettronica? Ha un posto nel vostro futuro?
«Esplorare nuovi territori è stimolante. Ci proveremo sicuramente.»
Nonostante il forte legame con le radici, La Tresca non esclude aperture verso l’elettronica. Un’ibridazione possibile, se in grado di valorizzare senza snaturare.
Vi riconoscete ancora nella definizione di KOMBAT Folk?
«Certo. È sempre stato il nostro segno di riconoscimento. Una forma di resistenza, anche oggi più che mai.»
Il KOMBAT Folk non è solo un’etichetta stilistica: è un’identità, un’attitudine, una scelta politica.
«È resistenza contro le discriminazioni, le ingiustizie, contro tutti i fascismi sempre più presenti. Viva il KOMBAT Folk. Viva La Tresca. Dove c’è La Tresca, Festa sarà!»
Conclusione
“Festa sarà” è un ritorno carico di significato, ma anche una nuova partenza. Un brano che tiene viva la fiamma della memoria e accende quella della speranza. La Tresca non solo torna: torna più consapevole, più solida, più vera.



