Nata a Sanremo nel maggio 2023 e attiva anche a Milano dal 2024, la Fondazione culturale e filantropica “L’Uomo e il Pellicano” ETS si propone come uno spazio di incontro tra riflessione culturale, impegno sociale e solidarietà. Il progetto prende ispirazione dal pensiero del medico, teologo e filosofo Albert Schweitzer, premio Nobel per la Pace nel 1953, che ha fondato la sua etica sul principio del “rispetto per la vita”.
Attraverso eventi culturali, incontri interdisciplinari e iniziative benefiche, la fondazione promuove un’idea di comunità fondata sulla responsabilità verso gli altri, sulla condivisione del sapere e sulla gentilezza come valore fondamentale del vivere.
In questa intervista approfondiamo il pensiero che guida il progetto e le prospettive future della fondazione.
Intervista
1) Albert Schweitzer (1875-1965) è oggi un personaggio dimenticato o comunque sconosciuto ai più.
Alsaziano (quando l’Alsazia era tedesca per poi tornare, dopo il Trattato di Versailles del 1919, di nuovo francese), è stato un pastore e teologo protestante, un musicologo e organista (interprete di Bach), un medico-missionario in Africa, più precisamente nel Gabon, dove ha fondato un lebbrosario ed è noto per la sua ‘etica del rispetto per la vita’ da lui applicata nella cura dei lebbrosi e poi estesa alla cura degli animali feriti o maltrattati.
Nel 1953 gli è stato conferito il premio Nobel per la Pace. Nei primi decenni del Novecento la sua voce si è segnalata come quella di chi ha esteso l’ambito etico alla tutela degli esseri viventi non umani e non prodotti dall’uomo, ambiente compreso.
Per Schweitzer la compassione – ovvero la compartecipazione alle vicende dolorose altrui – riveste una notevole importanza: l’astrazione è la morte dell’etica in quanto l’etica è rapporto vivente e costante con la vita vivente. Già in una predica del 1919 diceva:
“Noi tutti siamo simili all’uomo che cammina fuori nel freddo e nella neve. Guai a lui, se si siede per cedere alla stanchezza e per dormire: non si risveglierà più. Così l’uomo morale muore in noi, quando siamo stanchi di condividere ciò che vivono gli altri esseri intorno a noi, quando siamo stanchi di soffrire con loro”.
Il filo conduttore di molti eventi culturali e filantropici che sono stati realizzati in questi quasi tre anni di vita, essendo la fondazione nata a maggio del 2023 a Sanremo e dal novembre 2024 si è affacciata su Milano, è costituito proprio da questo aspetto di attenzione verso l’altro, di responsabilità, di condivisione del sapere, di gentilezza e di gratitudine: gratitudine per la buona salute e il benessere economico di cui disponiamo, per le condizioni favorevoli che ci riguardano rispetto a tanti milioni di esseri umani che a questo mondo versano in condizioni critiche o assai drammatiche.
E noi che stiamo bene, malgrado piccoli fastidi o crisi passeggere di cui ci lamentiamo, dobbiamo cercare di stare ancora meglio, a livello psicofisico e morale, per aiutare coloro che stanno davvero peggio.
2) È molto importante creare un dialogo tra ambiti speculativi e discipline differenti per attirare persone e stimolare un pensiero più consapevole.
Ovviamente il percorso, lo so, è molto lungo e impegnativo: bisogna armarsi di pazienza. Dopotutto, la fondazione è ancora molto giovane, ha bisogno di farsi conoscere e apprezzare creando anche sinergie, come in parte ha già fatto e continuerà a fare, con altri enti del terzo settore, associazioni e club service.
3) Riconfermo quanto detto nel precedente punto, e aggiungo che variare e alternare eventi culturali a eventi musicali benefici rende le proposte della fondazione maggiormente articolate e interessanti nella speranza proprio di attrarre persone e nel tempo di fidelizzarle.
4) Spero e mi auguro una bella comunità, un gruppo crescente di persone che abbiano a cuore l’approfondimento di tematiche culturali che pongono al centro l’essere umano e le questioni essenziali del vivere, la compassione e la riflessione, e che apprezzino e promuovano il sentimento della gentilezza come filosofia di vita.


