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“Bambola” esplora la violenza psicologica: quanto è stato difficile per te affrontare un tema così personale attraverso la musica, e come pensi che possa aiutare altre donne che vivono situazioni simili?
A dir la verità, non è stato molto difficile per me, probabilmente perché proprio grazie alla musica riesco a tirare fuori tutto: emozioni, sensazioni ed esperienze, siano esse positive o negative. Mi sento a mio agio, nella mia dimensione, a casa. L’ho affrontato in modo molto naturale, come se ne stessi parlando con un’amica, ma con la voglia e la consapevolezza di poter dare una mano ad altre persone che invece non riescono a parlarne, per pudore o addirittura per paura, cosa che non dovrebbe mai – e sottolineo mai – succedere.
Penso proprio, a tal proposito, che “Bambola” possa far sentire più comprese certe donne che si sentono ignorate. Spero possa dar loro più coraggio per combattere contro il loro dolore, ritrovando la sicurezza, che spesso si perde avendo a che fare con certe situazioni, e la propria serenità.

Il brano è anche un inno alla forza femminile: quale pensi sia l’aspetto più spesso sottovalutato del potere delle donne nella società di oggi?
Credo che, nonostante ci siano stati grandissimi passi avanti, purtroppo molti uomini tendono ancora a tentare di prevalere sulla donna. Forse l’aspetto più sottovalutato è proprio quello dell’indipendenza, intesa tanto in senso economico quanto in senso personale, in riferimento alle proprie scelte, come quella – per esempio – di decidere di separarsi e andare avanti con la propria vita.

In “Bambola” c’è una triste ironia che caratterizza il brano: come riesci a bilanciare il dolore con la forza nel creare un messaggio di speranza pur trattando temi così delicati?
Questo è sempre il potere della musica. La musica è una valvola di sfogo ed è terapeutica per me; mi ha sempre aiutata a superare tanti momenti difficili della mia vita. Un brano forte e travolgente come “Bambola”, mi auguro che possa assolutamente essere terapeutico anche per chi lo ascolta, creando un messaggio di speranza pur trattando temi così delicati.

Hai parlato di come la musica possa essere un mezzo di liberazione. Quali altri aspetti della tua arte pensi possano contribuire a cambiare la percezione della donna nella società contemporanea?
La voce, le parole e l’immagine. Ogni donna, per me, deve sentirsi libera nella musica e nella vita, di mostrarsi esattamente per ciò che è.