C’è un momento, nell’adolescenza, in cui lo specchio smette di essere un semplice oggetto e diventa un giudice. Lisa lo sa bene, e ha deciso di raccontarlo in musica con il suo nuovo brano, “Il dolore è cosa da grandi”: un pezzo che nasce da un dialogo interrotto con sé stessa e che oggi diventa un abbraccio per chiunque, ancora oggi, si senta sbagliato.
Se oggi potessi incontrare la Lisa adolescente e guardarla negli occhi, cosa le diresti?
«È assolutamente una lettera alla me adolescente» racconta Lisa. «Vorrei poterle dire che è davvero bellissima, ma che non è il suo corpo a definirla come persona. Vorrei dirle di guardarsi allo specchio e regalarsi l’amore che dona sempre agli altri. E poi vorrei abbracciarla e dirle che con il tempo tutto andrà bene: tutte le cose che ora sembrano più grandi di lei e insuperabili, un giorno saranno solo parte di un percorso di crescita.»
Parole che pesano, soprattutto quando si parla di un tema delicato come il rapporto con il proprio corpo e quella sensazione, tanto diffusa quanto silenziosa, di voler diventare invisibili.
Quanto è stato difficile trasformare una parte così fragile della tua storia in qualcosa da condividere con gli altri?
«Onestamente mi faceva un po’ paura» ammette l’artista. «È una canzone veramente intima e privata, e tratta un percorso che per me è stato molto personale: avevo paura di renderlo pubblico e che magari venisse giudicato. Però allo stesso tempo ho pensato che ci sono tantissime ragazze che hanno avuto, o hanno tutti i giorni, un dialogo negativo con sé stesse. La musica può essere una terapia e un rifugio per imparare ad amarsi, e spero che questa canzone possa fare del bene, anche solo per 3 minuti, ed essere un punto di partenza per iniziare ad amarsi.»
Anche dal punto di vista sonoro, il brano riflette questo percorso interiore. Parte in maniera intima e introspettiva, per poi esplodere in una seconda parte più potente e liberatoria.
Cosa rappresenta per te questo cambiamento sonoro?
«La struttura sonora del brano in realtà è lo specchio di un percorso di accettazione di sé» spiega Lisa. «Prima un sussurro, una parola fragile, un’insicurezza che viene a galla e che poi diventa un grido liberatorio, in cui si smette di stare in silenzio e si comincia a dire come ci si sente veramente. È un’emozione che nasce piano, e man mano che si illumina prende spazio.»
Lisa ha detto di sperare che questa canzone possa “tenere la mano” a chi, oggi, si guarda allo specchio sentendosi sbagliato.
Qual è il messaggio più importante che vorresti arrivasse a quella persona dopo aver ascoltato il brano?
«Quello che mi auguro è che questa canzone sia un primo passo per qualcuno» conclude Lisa, «e che, finito l’ascolto, possa far emergere domande e riflessioni su quanto poco ci vogliamo bene a volte, e quanto invece dovremmo farlo. Spero sia un abbraccio caldo al momento giusto per chiunque ne abbia bisogno.»
E poi, un ultimo pensiero, quasi sussurrato ma fermissimo: «Amatevi, ve lo meritate tutti.»


