Filippo Poderini ci regala un novembre intimo e cinematografico con “Poutpourri” e “Non sbaglio mai”, due nuovi brani che confermano la direzione sensibile e personale intrapresa dall’artista. Dopo l’energia ruvida de Le serate hardcore, Poderini torna con due tracce che preferiscono la delicatezza alla sfrontatezza, piccoli frammenti emotivi che non approdano su Spotify ma trovano la loro forma più compiuta nei videoclip pubblicati su YouTube, veri contenitori di atmosfere.
“Poutpourri”: tra lo-fi, indie pop e confessioni a cuore aperto
Con Poutpourri, Filippo si muove in un territorio sospeso tra lo-fi e indie pop, costruendo un brano che sembra un respiro lungo, un pensiero che si scioglie lentamente. Nel videoclip l’atmosfera diventa quasi rituale: una figura femminile avvolge l’artista con una gonna di piume bianche, creando uno scenario mistico che amplifica il senso di abbandono e protezione espresso nel testo. È un mondo chiuso, fatto solo di due presenze, dove tutto il resto smette di esistere.
Poderini descrive Poutpourri come “una dichiarazione d’amore che parte dalle conseguenze di aver amato così tanto e così a lungo”. Non un amore verso una persona, almeno non questa volta, ma verso qualcosa che ha plasmato la sua vita fin da bambino. Dentro ci sono gratitudine, disciplina, consapevolezza: elementi che l’artista considera necessari per entrare davvero in contatto con le proprie “muse”. L’interpretazione richiede più ascolti, ammette lui stesso, ma proprio in questa ambiguità risiede il fascino del brano. Le grafiche di copertina portano la firma dell’artista perugina Noemi Belfiore.
GUARDA SU YOUTUBE: https://www.youtube.com/watch?v=a41ZWy7l-4Y
“Non sbaglio mai”: una ballad che torna alle origini
Non sbaglio mai nasce invece come ritorno alle radici: è una riproposizione di un vecchio pezzo, qui riportato alla versione più vicina all’originale, una ballata per chitarra e voce prima che venisse rielaborata in chiave deep house. La semplicità strutturale esalta il messaggio, diretto e quasi ironico: “Non sbaglio mai solo perché so già che avrò torto, se mi scontro con te.” Una resa lucida, disillusa, che non ha bisogno di spiegazioni aggiuntive.
Il brano invita al silenzio, all’abbandono: niente conflitti, solo chitarre lo-fi e una voce sussurrata che sembra arrivare da molto vicino. La copertina è affidata all’artista pisano Pablo Ruiz Caselli, che completa la dimensione minimale e raccolta del progetto.


