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L’Electric Sound Village è una delle realtà più interessanti nel panorama musicale contemporaneo: un luogo dove la tradizione della liuteria incontra il mondo degli strumenti vintage e della musica dal vivo. Nato con l’intento di creare contaminazioni costruttive tra artigiani, musicisti e pubblico, l’evento si è consolidato come uno spazio di confronto e sperimentazione. In occasione della seconda edizione, abbiamo approfondito con gli organizzatori la filosofia, le novità e le ambizioni di questo progetto unico.


L’Electric Sound Village unisce storia della liuteria, strumenti vintage e musica dal vivo. Qual è stata la motivazione principale dietro la scelta di questo format e come è cambiata la manifestazione rispetto alla prima edizione?
La motivazione principale è quella di creare contaminazioni costruttive. Crediamo che siano alla base della cultura in generale ma in special modo dove ci sono competenze, conoscenze, talenti che attingono dal passato per esprimersi nel presente, guardando al futuro sempre cercando di evolversi in meglio. Crediamo che questo sia un meccanismo virtuoso sia per chi produce strumenti, per chi li suona e per il pubblico che conosce meglio storia e modi di utilizzo.
Rispetto alla prima edizione, è una seconda puntata in cui tutto era presente in nuce, ma edizione dopo edizione trova avanzamento. Ad esempio, in questa seconda edizione ci sono il doppio degli espositori, c’è un palco LIVE totalmente dedicato, mostre culturali importanti e contenuti scientifici estremamente interessanti. Anche la scorsa edizione c’era, ma ora c’è un plus e questo significa migliorare.

La manifestazione si propone come luogo di confronto tra artigiani, musicisti e pubblico. Quali sfide e opportunità comporta mettere insieme questi mondi così diversi, e quali risultati avete già visto?
Crediamo che un aspetto importantissimo che accresce il benessere esistenziale e quindi anche materiale delle persone coinvolte, sia proprio l’incontro tra pubblici diversi che si trovano a cercare di comprendere qualcosa che li mette in collegamento con “il loro mondo” ma li obbliga anche a riflettere, valutare, creare all’interno del loro approccio una visione critica e comunque di accrescimento in termini di nozioni e sperimentazione verso qualcosa che apparentemente non è a loro comune. Questo crediamo faccia bene a tutti: a chi produce strumenti, ai musicisti e al pubblico.

Tra le novità di quest’anno ci sono strumenti particolari come Hammond e sintetizzatori, oltre agli strumenti a corda. Come pensate che queste contaminazioni contribuiscano a rendere più dinamica e completa l’esperienza dei visitatori?
La musica e in particolar modo la musica rock è fatta da una sinergia, dialogo fra diverse componenti e diversi strumenti. L’assolo di una chitarra, se “isolato” e senza il pathos degli altri strumenti e sonorità non sarebbe la stessa cosa, non avrebbe la stessa incisività emozionale. Proprio per questo crediamo sia importante trovare il modo, specie all’interno di Cremona Musica, che ha particolare attenzione a questo concetto, di far comprendere questo sguardo. Crediamo possa dare una visione d’insieme più ampia a tutti e, oltre a svolgere la funzione espositiva di una fiera, risulta essere e può diventare un’immersione e una scoperta per avere nuovi stimoli, nuove curiosità. E questi due concetti sono alla base di un mercato che si amplia e di una consapevolezza maggiore di chi cresce culturalmente e si informa.

Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi e le ambizioni dell’Electric Sound Village per consolidarsi come riferimento internazionale nel mondo della liuteria elettrica e della musica rock?
Come accennavo, il desiderio è quello di portare il format fieristico verso una maggiore consapevolezza, anche a supporto di un momento e un mercato che non attraversa un buon periodo. Fare in modo che l’attenzione verso la musica possa crescere dando però qualcosa in cambio. Senza mai dimenticarsi il territorio in cui svolgiamo il nostro compito: Cremona, riconosciuta in tutto il mondo come patria della liuteria e culla in cui si è sviluppato quel rapporto tra chi costruisce uno strumento e chi lo suona. Desideriamo traslare questi principi all’interno della liuteria elettrica e della musica rock, dove certamente altri strumenti, oggetti e sonorità avranno tante cose da dire.