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I Dish-Is-Nein tornano con “I Valori della Crisi”, un brano che analizza con sguardo lucido la crisi del modello occidentale contemporaneo. La band mette in evidenza la perdita di riferimenti culturali, politici e identitari che ha segnato gli ultimi decenni, restituendo un’immagine diretta e senza retorica della società attuale.

Nel singolo emerge l’approccio critico che da sempre caratterizza il progetto: osservare le deformazioni del presente senza offrire letture consolatorie. La “devoluzione culturale” descritta nel brano diventa così una riflessione amara sull’uomo contemporaneo e sul suo crescente vuoto di significato.

Parallelamente, i Dish-Is-Nein stanno lavorando a un 12” previsto per il Record Store Day 2026, pubblicazione in tiratura limitata che anticiperà un nuovo lavoro discografico atteso nel 2027.

 

Quale valore vi sembra oggi più minacciato nella società contemporanea? 

In realtà più che di un valore singolo credo sia più corretto parlare della crisi di un modello, quello occidentale, nato nell’immediato dopoguerra, ovviamente parlo del secondo conflitto mondiale e che si è sviluppato su precisi stilemi economici, sociali e culturali almeno fino alla caduta del muro di Berlino ed alla dissoluzione del blocco sovietico con conseguente fine della guerra fredda ed imposizione a livello globale del sistema economico uscito vincitore. Il terzo millennio ha visto la scomparsa di buona parte delle basi fondanti di questo modello: la famiglia, l’identità culturale, il ruolo della politica (eh sì, pure lei) nel definire gli asset globali di una nazione. Nuove priorità, nuove libertà, nuovi modi di intendere il rapporto tra le persone. È cambiato praticamente tutto … in meglio? Personalmente non ne sono così convinto. 

 

Come la musica può fungere da specchio delle contraddizioni del mondo moderno? La musica, o quantomeno una fetta assai sostanziosa di essa, è parte delle contraddizioni della “civiltà” contemporanea; spesso fintamente (ed opportunisticamente) votata ad un’empatia da classifica. Soprattutto a certi livelli è semplicemente business, e questo non deve essere necessariamente un problema sia chiaro, basta chiamare le cose col loro nome e cognome. Le “divinità” non esistono, oggi meno che mai. 

 

C’è un messaggio politico implicito in “I Valori della Crisi” o preferite lasciare l’interpretazione aperta? 

Inevitabilmente, nel momento in cui con un testo ti rapporti ad un certo tipo contingenza, di vissuto, volente o nolente veicoli un messaggio politico. Dish-Is-Nein oggi e Disciplinatha prima, sono stati e sono tutt’ora uno specchio riflettente le storture, le brutture, le contraddizioni di un mondo che si è dissoluto, devoluto. È volere sbattere in faccia alla gente le proprie miserie, anche se questa non è buona cosa, perché le persone quando vengono messe dinnanzi alle proprie “nudità” si incazzano; ma questa è la nostra indole, senza filtri ne paraculismi. E comunque sì, non volendo ergersi a detentori di realtà universali, preferiamo lasciare l’interpretazione a chi vorrà fruire del nostro lavoro. 

 

Quanto vi preoccupa il concetto di “devoluzione” culturale che emerge nel brano? 

Più che una preoccupazione la intendo come un’amara constatazione. La pochezza, la vacuità, l’assoluto vuoto pneumatico che palesa l’uomo medio contemporaneo è davvero avvilente.

 

Possiamo aspettarci nuovi singoli o date live nei prossimi mesi? 

Con Roberta abbiamo iniziato a lavorare a materiale nuovo. L’obbiettivo è quello di uscire con un 12” contenente 3 / 4 brani, di cui sicuramente un inedito che dovrebbe rappresentare il punto di partenza per un nuovo lavoro più “sostanzioso” che vorremmo avere pronto per l’inizio del 2027.  Questo EP dovrebbe uscire in concomitanza al Record Store Day del 2026, anticipato da un pre-order in tiratura limitata, numerata ed autografata a mano che contiamo di aprire con l’inizio del nuovo anno. Questo è l’obbiettivo con la speranza di riuscire a preparate tutto nei tempi necessari, oggi piuttosto lunghi, per la stampa del vinile. 

Live … tocchi un tasto dolente. Dish-Is-Nein, essendo un progetto di nicchia, fa una gran fatica ad avere un’attività live continuativa. Pochi concerti, per la maggiore trovati o prodotti dal sottoscritto con l’aiuto di qualche caro amico. A tutt’oggi non abbiamo una booking agency … parrebbe più semplice organizzare una rete di narcotraffico piuttosto che trovare un booking, ma tant’è … comunque noi tireremo