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Ci sono canzoni che nascono da un ricordo personale e altre che affondano le radici nella storia. “Rivelinho”, il nuovo brano di Dario Canal, appartiene alla seconda categoria: un racconto che parte da un episodio reale e lo trasforma in musica, interrogandosi sul significato del coraggio, sull’identità e sul peso della memoria.

Nel brano, Canal sceglie di non raccontare un eroismo epico, ma una forma più umana e fragile di resistenza. Anche la tensione musicale accompagna questo racconto, creando un’atmosfera carica e inquieta che segue il filo della storia.

Abbiamo parlato con lui per approfondire la nascita del brano e il percorso che lo accompagna.

1. “Rivelinho” parte da un episodio storico preciso. Quando hai sentito per la prima volta quella storia, cosa ti ha colpito davvero?

Mi colpì molto questo antagonismo tra eroi del calcio: da una parte c’era il campione, dall’altra un ribelle.


2. In “Rivelinho” il coraggio non è eroico, è fragile. Era questo che volevi raccontare?

Più che fragile è silenzioso, e spesso incompreso. In un gesto come quello di Ilunga c’è una forza e una consapevolezza che dura un attimo ma che cambia la storia della sua vita e dei suoi compagni di squadra.


3. C’è rabbia in questo brano?

Non volevo trasmettere rabbia, volevo soltanto festeggiare una lotta, una ribellione alla dittatura.


4. Musicalmente “Rivelinho” ha un’energia particolare, quasi tesa. È una scelta narrativa anche quella sonora?

Il mio album nasce da un percorso artistico che mi ha visto impegnato anche nel lavoro di soundtracking per due documentari. Ho cercato di sonorizzare le melodie della voce, trovando il giusto ambiente per le storie che ho da raccontare.


5. Ti senti responsabile quando affronti temi identitari così delicati?

Mi sento sempre responsabile per quello che scrivo e cerco di dargli importanza, forse perché mi sento libero di farlo. La tematica del mio disco è il coraggio e credo che questo tema comporti tanta responsabilità.


6. Cosa hai in programma? Il singolo anticipa un lavoro più ampio?

Il 13 marzo uscirà il mio primo album, “Nudi sotto le bombe”. Mi piacerebbe accompagnare questo lavoro con alcune date live e farlo ascoltare a più persone possibili.