E se “A.H.” ci regala sfacciatamente una forma pop che nel progredire maoista necessità rock, allora tornando dalla prima traccia questo disco ci inchioda dentro sfumature alternative rock e manifesti di dissenso sociale e critiche velenose. Sono BEIK ovvero i Barry e i Karamazov che ci regalano il disco “Love Bombing” che suona come una provocazione: dove la manipolazione non è solo d’amore quanto più di intelletto e di modo di stare al mondo. E allora via a brani come “Uguale all’altra”, oppure dentro le distonie berlinesi di “Tokyo”… o all’America dei ghetti con quel fare alla Red Hot Chili Peppers dentro “Numero Sono”: guarare al di la di ciò che ci è concesso… smuovere il pensiero critico dentro questo flow che va spesso a ricercare (almeno in questo brano) sfumature tipiche di Caparezza. E nella intro di “Atomi” mi lasciava presagire qualche bella trasgressione sonora… ma pur sempre sono gli arrangiamenti e le variazioni (addirittura questo brano sfoggia un inciso di mero pop estivo, inatteso e imprevedibile…). E ci credereste se vi dicessi ch2 “Morire a 27” inizia come potrebbe iniziare una soft ballad alla Nirvana? E poi le liriche e il modo di cantarle che ci introduce in un pattern di drumming alla The Prodigy… il disco si chiude con una filastrocca pop sempre tinta di America dei college… ma sempre che siete chiamati a proseguire e a non tralasciare niente che questo disco sfoggia variazioni ovunque e comunque, e poggia barre di un modo di fare assai “convenzionale” su solchi sonori davvero inaspettati. E le liriche poi: ci sanno stare sul battere e sulle metriche, belle e potenti trovate allegoriche che non la mandano a dire e polverizzano la pubblica piazza dei benpensanti di questa santa provincia che in qualche modo omologa ogni cosa. Un disco interessante che merita di essere sottolineato.


