Si intitola “Recalibration” ed è una rinascita per Amana Melomè, cantautrice euro-caraibico-americana che fonde a se tante derive del jazz e del pop passando per il suono minimale di un ukulele e qualche bella visione che azzarderei a definire di “avanguardia”. Sembra davvero che la libertà espressiva sia l’unica vera centralità di un disco come questo… libera di essere e di mettere in scena forme e modi… non resta che abbandonarsi… sicuri di cadere sempre in piedi!!!
La intro di questo disco ci lascia presagire un suono che poi in realtà non ritroviamo… modi sperimentali e densi di sospensione che avrei voluto in un disco intero. Perché questo cambio di rotta decisivo per le altre tracce?
Innanzitutto mi fa tanto piacere sentire che “Chrysalis” è una vibe che vorresti sentire di più! In realtà ogni canzone su questo disco ha una propria intenzione, un mondo unico e varieggiato, come diverse fermate del treno in un viaggio . La intro è un invito ad entrare nelle profondità, per poi connettere con ogni canzone con un pezzo diverso del cuore. Emozioni nuove, colori diversi. Così ho creato il progetto, ed ho aggiunto la intro, intermezzo e outro come fili conduttrici proprio perché ogni canzone è un cambio di rotta, come dici!
Filosoficamente, il ricalibrarsi chiama alla luce un cambiamento volto ad “aggiustare”, a “migliorare” quel che siamo… è così per te, per questo disco?
Si assolutamente! Mantengo una teoria che siamo tutti in una continua evoluzione interiore.
Direi quasi sempre “per il meglio”, anche se a volte ci possiamo inciampare e sentirci crollare il mondo (come nella canzone “Tomorrow is On it’s Way”).
Trovare il modo di valutare, riconoscere cosa, come e perché sta succedendo quello che sta succedendo, ed alchimizzare è la magia di RECALIBRATION che ci permette di crescere ad ogni passo. È un processo molto presente nel mio ogni giorno, da tanti anni…ed il disco è un diario personale emotivo delle varie fermate interiori di questo “viaggio” , con ricalibrazioni ad ogni stazione!
Penso ad un brano come “Something Tells Me”… e mi viene da chiederti: quanta improvvisazione c’è dentro questo lavoro? Quanto hai ricercato la naturalezza dentro il suono e la sua forma?
“Something Tells” me è nato da un feeling sorto da questi accordi un po oscuri e muti, fatti su un vecchio pianoforte a casa nostra in Toscana. Enrico ha iniziato a suonare questo rif nel salotto, e questo sentimento ha preso vita da solo, improvvisato.
Ho voluto mantenere la semplicità e la sincerità del momento, incluso li testo melanconico e le cicale.
Il titolo si traduce in “Qualcosa mi dice che andrà tutto bene” – un promemoria di non mollare e non perdere la speranza. Perfetta nella sua imperfezione, un abbraccio sincero da me a chi riceve la mia musica nel mondo pazzo in cui viviamo.
Il jazz poi è la radice di ogni cosa… o quasi… anche in famiglia direi… ti senti legata al jazz o lo vedi come una “trappola” da cui cercare la “varianza” e la rivoluzione?
Mi sento molto legata al jazz! Mi scorre nelle vene YES, non l’ho mai studiato quindi non so la matematica di quello che sarebbe giusto o sbagliato musicalmente, ma lo sento da dentro. SONO jazz! Improvvisazioni, emozione, volare tra le note, giocare con i musicisti mi accende un fuoco interiore speciale.
Vado con il vento emotivo del momento ad ogni concerto, cosi’ diventa anche uno scambio bellissimo tra il pubblico e noi sul palco, ed un concerto non è mai identico al prossimo. Non vedo l’ora di andare on tour con “Recalibration”! Questo scambio energetico manca davvero tanto alla mia anima!
Elettronica e futuro? Che rapporto hai? Pensi arriverà anche questo per ricalibrare ancora il tuo suono?
Elettronica non mi dispiace! Lo vedo come un genere musicale che (finora) trova la mia musica una volta che ho creato la versione nuda delle canzoni! Poi si può mettere un vestito elettronico come remix e creare altre ondate di emozioni inaspettate!
Per questo farò uscire un disco “RECALIBRATION – THE REMIXES” in un futuro prossimo! Stiamo ancora lavorando su alcune chicche e non vedo l’ora di condividere! Ricalibrando sempre!




