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Ci sono canzoni che non cercano risposte definitive, ma si fermano a osservare quello che rimane. Non è la verità, nuovo singolo di Odorico Del Corso, si muove proprio in questo spazio: quello delle crepe, delle distanze, del tempo che passa senza cancellare del tutto ciò che siamo stati.

Il brano è costruito su una scrittura essenziale, quasi trattenuta, che evita l’enfasi per concentrarsi sulle immagini quotidiane. È una canzone che parla di memoria e di legami, di come l’amore — nelle sue forme più fragili e imperfette — possa diventare un luogo di resistenza, più che una certezza assoluta. Non c’è nostalgia fine a sé stessa, ma uno sguardo lucido su ciò che resta dopo gli errori, le scelte sbagliate, le trasformazioni inevitabili.

In Non è la verità affiora il confronto tra due tempi: i vent’anni, con i loro sogni enormi e le certezze fragili, e l’oggi, dove molte cose sono cambiate ma alcuni sentimenti continuano a riaffiorare. È proprio in questo scarto temporale che la canzone trova la sua forza, raccontando l’età adulta senza cinismo e senza idealizzazioni.

Il singolo rappresenta un ingresso naturale nell’universo del nuovo album Ora che hai tutto, anticipandone i temi principali: il tempo, la memoria, le relazioni che cambiano forma ma non sempre significato. Odorico Del Corso conferma così una scrittura che mette la parola al centro, scegliendo l’emozione come bussola e rinunciando a qualsiasi sovrastruttura superflua.

Non è la verità non offre una morale né una risposta definitiva. È piuttosto un luogo emotivo da attraversare, dove il dubbio diventa più sincero di qualsiasi certezza.

TESTO:

CHIUDI GLI OCCHI E HAI VENT’ANNI

chiudi gli occhi e hai vent’anni Mib –
i giorni non hanno nome
rincorri un tram sotto la pioggia
per fuggire chissà dove
sempre gli stessi sbagli
nello stesso maglione bucato
ti ha giurato che lo avrebbe fatto
ma poi non è mai tornato

chiudi gli occhi e hai vent’anni
nulla ancora era deciso
un caffè preso al bancone
un sorriso sul tuo viso
cerchi in tasca un accendino
l’estate si sta raffreddando
cammini tra la gente
gli anfibi sporchi di fango

e ora ti accontenti di quello che la vita ti dà
ti dici che va bene così
ma non è la verità

hai sempre dato tutto
spesso in cambio di niente
scrivi un nome sul vetro appannato
rimarrà lì per sempre
a volte guardi indietro e cerchi
qualcosa di diverso
guardi indietro e ti domandi
che cos’è che hai perso

e ora ti accontenti di quello che la vita ti dà
ti dici che va bene così
ma non è la verità

chiudi gli occhi e hai vent’anni Mib –
i giorni non hanno nome
rincorri un tram sotto la pioggia
per fuggire chissà dove

One Comment

  • Anna Fagnani ha detto:

    Testo che si muove come un flusso di coscienza oscillando tra il passato ed il presente.
    Il ritorno al passato non è solo nostalgico , ma necessario per ripercorrere momenti sicuramente emotivamente importanti. Parole che suscitano emozioni che arrivano dritte al cuore di chi le ascolta.Testo eccellente.

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