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“Niagara” è un brano che scava nel momento esatto in cui una relazione smette di reggersi, non per mancanza d’amore, ma per uno squilibrio che diventa impossibile ignorare. Carola interpreta con intensità una storia di distacco e consapevolezza, trasformando il dolore del lasciare andare in un atto necessario.

 

Nell’intervista per il MEI, l’artista racconta il suo percorso musicale, il valore delle emozioni nella sua musica e lo sguardo rivolto ai prossimi passi del suo progetto artistico.

 

Ci racconti com’è nato il tuo amore per la musica… 

La musica ha sempre fatto parte della mia vita sin da piccola. Ai miei genitori piaceva cantare e in casa c’era sempre la musica, è sempre stata una compagna di vita.

 

Qual è stato il momento più importante o gratificante della tua carriera musicale finora?

Quando ho firmato il mio primo contratto discografico, ero incredula e felice, è stato un momento molto bello 

 

Vuoi raccontarci di cosa parla il tuo nuovo singolo?

Niagara racconta quella sensazione di impotenza: provi a tenere in piedi la relazione, cerchi di “salvarla”, ma arrivi al punto in cui capisci che non puoi salvare chi non vuole essere salvato e allora l’unica cosa che ti resta di fare è lasciare andare, anche se fa male.

 

Vuoi spiegare ai nostri lettori com’è nata l’idea della canzone?

Niagara è una canzone non scritta da me, volevamo provare ad usare un’altra penna, infatti è stato difficile inizialmente riuscire ad interpretarla, ma piano piano penso di esserci riuscita nel miglior modo.

 

Quanto è importante per te trasmettere emozioni al pubblico?

tantissimo! alla fine credo che sia più importante sapere emozionare il pubblico rispetto a fare un’esibizione impeccabile 

 

Hai già in programma altri brani o hai pensato ad un album?

Sì, ci sarà un altro brano a cui dobbiamo ancora iniziare a lavorare e sarà diverso rispetto a Niagara e vertigine. Non vedo l’ora di riiniziare a lavorare a questo nuovo progetto e portarvi nuova musica