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DAL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA:

Si conferma in forma il mercato musicale italiano: i dati Fimi registrano una crescita del 9,7% nei primi sei mesi del 2025. In cima alle classifiche di album e singoli c’è Olly, rispettivamente con «Tutta vita» e «Balorda nostalgia»

Il mercato musicale italiano si attesta il terzo per grandezza in Europa. Lo si evince dai dati Fimi – Federazione industria musicale italiana, che rappresenta le aziende discografiche in Italia, secondo cui nei primi sei mesi del 2025 il comparto ha registrato un fatturato di 208 milioni di euro, con un incremento del 9,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento dei ricavi è evidente in tutti i comparti, in particolare quello digitale e dello streaming. Quest’ultimo segna una crescita del 9,9% con un’ottima performance del segmento premium (+12,7%) con 113 milioni di euro di fatturato e una quota di mercato pari al 56%.

Boom di vinili e CD

«La tendenza a livello europeo è in rallentamento, ma per motivi logici — spiega con Enzo Mazza, ceo di Fimi —: i grandi mercati nel continente sono già prevalentemente saturi, hanno raggiunto il loro picco e quindi il margine di crescita si riduce. La media europea nel semestre è inferiore al 5%, perciò l’Italia si attesta a quasi il doppio». A registrare l’incremento migliore è il comparto fisico: +13%, in un contesto in cui crescono sia il vinile (+ 17%), a quota 21,9 milioni, sia il CD (+ 4,7%), a 11 milioni. La spiegazione? «Il vinile ha ricominciato a crescere come una curva quasi parallela allo streaming — continua Mazza —, è diventato un mezzo molto apprezzato anche dai giovanissimi e non solo dai nostalgici. Rappresenta un po’ la fisicità del rapporto con l’artista, una sorta di feticcio in cui riconoscere la propria passione. A sostenere il mercato dei CD, invece, sono tutti quei prodotti verticali, ad esempio cofanetti, realizzati ad hoc per ricorrenze o eventi speciali».

Le piattaforme streaming

Cala, invece, l’andamento delle sincronizzazioni, ovvero l’utilizzo di brani in film, serie e spot, del 4,5% con 6,5 milioni di fatturato. Come anticipato, a performare positivamente sono le piattaforme streaming. «Il nostro mercato ha ovviamente ancora della potenzialità, sia sugli abbonamenti a pagamenti sia sul modello sostenuto dalla pubblicità — aggiunge il ceo di Fimi —. Oltre a Spotify, ad esempio, sta andando molto bene anche YouTube e queste ci consentono di mantenere previsioni di crescita significative». Secondo Mazza nel prossimo semestre l’incremento potrebbe essere anche a due cifre. Ed è anche il segmento che spinge l’export. Dal report di Fimi sul 2024 emerge che i ricavi da royalty della musica italiana all’estero sono aumentati di oltre 16 milioni di euro, raggiungendo i 28 milioni di euro: si tratta di una crescita del 140% in cinque anni.

Olly in testa nelle classifiche di album e singoli

Secondo i dati Fimi, si conferma anche nel primo semestre del 2025 il consolidato dominio del repertorio italiano con entrambe le Top10 album e singoli occupate al 90% da titoli locali. Nella prima classifica (album fisico + download + streaming free & premium) svetta Olly con «Tutta vita», seguito da «Santana Money Gang» di Sfera Ebbasta & Shiva e chiude il podio Bad Bunny con «Debí tirar más fotos», unico titolo straniero nelle prime 25 posizioni. Olly è in testa anche nell’elenco dei singoli (download + streaming free & premium + video streaming), dominata da «Balorda nostalgia»; seconda posizione Giorgia con «La cura per me» e terza per Achille Lauro con «Incoscienti giovani».

FONTE: Mercato musicale in Italia, +9,7% mentre l’Europa rallenta: le ragioni del boom (i vinili ora piacciono ai giovanissimi) | Corriere.it | Corriere.it