Il musicista, sound designer e discografico catanese Giuseppe “Lacinskij” Schillaci (presidente della Associazione Culturale Doremillaro) è tra i protagonisti di “Century of Sounds”, prestigioso progetto internazionale promosso dal Pitt Rivers Museum dell’Università di Oxford, dedicato alla catalogazione, digitalizzazione e reinterpretazione creativa di oltre un secolo di testimonianze del patrimonio sonoro, provenienti da tutto il mondo.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la piattaforma internazionale “Cities and Memory”, mira a salvare le registrazioni etnografiche che documentano canti rituali, paesaggi sonori e pratiche musicali di culture globali. Per la call for artists legata al progetto sono state selezionate soltanto 100 composizioni a livello mondiale, ulteriormente ridotte a 6-7 progetti destinati a esibirsi dal vivo negli spazi del Pitt Rivers Museum.
Tra questi figura “Rooted”, composizione collettiva che vede Giuseppe Schillaci coinvolto come synth, electronics e responsabile del mix, accanto a Cristina Italiani (flauto, composizione) responsabile del progetto, Sara Broto (poesia, voce, soundscape), Alessia Ronge (mantra, voce, harmonium) e Antonio Aiello (contrabbasso). Il brano sarà presentato a Oxford dopo l’ascolto di un estratto rappresentativo di 30 secondi, seguito da una performance e presentazione di circa 10 minuti.
«Essere selezionato per un progetto dell’Università di Oxford rappresenta un passaggio importante del mio percorso artistico», dichiara Giuseppe Schillaci. «Century of Sounds non è soltanto un archivio, ma un atto di responsabilità culturale che consiste nel ridare voce a patrimoni sonori spesso marginalizzati e nel farli dialogare con il presente attraverso nuove forme di ascolto».
“Rooted” nasce dalla rielaborazione di una registrazione rituale indiana e si sviluppa come un percorso spirituale e sonoro, che attraversa preghiera poetica, mantra e dimensione ritmica collettiva. «Abbiamo scelto di non trasformare la registrazione originale, ma di incorniciarla e rispettarne l’integrità», spiega Schillaci. «Il suono diventa così uno strumento di riconnessione, capace di unire ricerca, memoria e guarigione».
Musicista e produttore attivo da oltre vent’anni, fondatore dell’etichetta indipendente Doremillaro (sb) Recs, Giuseppe Schillaci porta con sé a Oxford un percorso che unisce sperimentazione elettronica, sound design e ricerca sul campo, confermando la vitalità della scena musicale siciliana anche nei contesti accademici e museali di massimo rilievo internazionale.


