Nel 2025 ha raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro in crescita del +50% rispetto al 2024. Il 71% delle grandi imprese ha progetti e un italiano su due usa questi strumenti al lavoto. Sono i dati contentenuti nella ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.
Secondo l’analisi, il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di IA nel 2025, una percentuale che scende all’8% tra le piccole e medie realtà. E si registra un vero e proprio boom di applicazioni di intelligenza artificiale pronte all’uso: l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di Generative AI (+31% in un anno). Quelle più diffuse sono Microsoft Copilot, ChatGPT Plus e Gemini Advanced.
Sono inoltre 1010 le aziende italiane censite dall’Osservatorio che offrono soluzioni e servizi di IA e 135 le startup finanziate negli ultimi cinque anni; propongono principalmente soluzioni per singoli settori in particolare salute e fintech o funzioni aziendali. Il 58% delle aziende che hanno avviato un progetto di intelligenza artifciale rileva un impatto significativo sul modello di business.
C’è poi il grande capitolo dell’Intelligenza artificiale e del lavoro, attuale anche in Italia. In media, secondo l’Osservatorio, il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di IA in azienda e, tra questi, circa quattro su dieci stimano un risparmio di oltre 30 minuti nelle ultime due attività in cui hanno li hanno usati. Inoltre, ben quattro lavoratori su dieci grazie a questa tecnologia svolgono attività che altrimenti non sarebbero in grado di fare. Gli effetti del cambiamento sono già rilevanti sulla domanda di competenze: nel 2025 è cresciuto del 93% il numero di annunci di lavoro pubblicati in Italia che richiedono ‘skill’ di IA. Oggi in ben il 76% delle offerte per profili di colletti bianchi ad alta qualificazione compaiono le competenze di IA tra i requisiti per candidarsi. Infine, altro tema attuale è la governance dell’intelligenza artificiale. Solo il 9% delle aziende in Italia è strutturata in questo senso con responsabilità delineate e un allineamento delle iniziative con i principi etici e gli obiettivi aziendali. Una fetta consistente (54%) invece si sta muovendo per strutturare una governance centralizzata.
Analizzando gli adempimenti previsti dall’AI Act, oltre un’azienda su due ha avviato iniziative di alfabetizzazione ma solo il 15% ha in corso un progetto strutturato di adeguamento, già integrato con altre normative applicabili. Direttore dell’Osservatorio. Fonte: Ansa
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