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Con MADRE e PADRE, Luciano D’Abbruzzo firma uno dei progetti più intimi e ambiziosi del suo percorso artistico. Dal 20 dicembre, il cantautore pubblica un libro di poesie e un album di canzoni che dialogano tra loro come due lati dello stesso specchio: MADRE è la parola scritta, PADRE è la musica che la accompagna e la riflette.

Il progetto esce per la collana Perseidi – brevi apparizioni poetiche di Edizioni Underground? e verrà presentato il 20 dicembre al Detune di Milano. Non si tratta di un semplice disco allegato a un libro, né di una raccolta di testi musicati, ma di un’operazione più profonda: un attraversamento consapevole del confine – sottile, quasi invisibile – tra letteratura e canzone.

MADRE raccoglie 52 poesie più una, insieme ai testi dell’album PADRE. È una scrittura essenziale, fatta di immagini domestiche e luminose, di gesti quotidiani che diventano epici proprio perché intimi. Come scrive Michele Monina nella prefazione, sono “scene casalinghe e in quanto tali celesti”, circondate da odori di caffè, lenzuola, carta stampata. Una poesia che non alza la voce, ma resta.

Il cuore del progetto è il tema del succedersi: ricevere un testimone, trasformarlo, provare a restituirlo migliore. MADRE diventa così un omaggio e una preghiera all’essere Donna come origine e contenimento, protezione e maturazione, mentre PADRE si muove sul piano del tempo che passa, del distacco, della responsabilità di stare al mondo.

L’album PADRE contiene otto tracce ed è stato registrato alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani, con la produzione artistica di Taketo Gohara e Niccolò Fornabaio. Il suono è caldo, misurato, mai ridondante: piano, archi, fiati e una band ampia ma sempre al servizio della parola. È una musica che accompagna, non sovrasta, come se lasciasse spazio al silenzio tra una frase e l’altra.

Non è la prima volta che D’Abbruzzo lavora su un doppio binario musica–parola: già nel 2020 aveva pubblicato Suoni e rumori del guardiano del bosco insieme all’album Il guardiano del bosco. Ma qui il gesto appare più radicale, più spoglio, più definitivo. MADRE e PADRE non cercano risposte, non offrono manifesti: si limitano a custodire, con cura, ciò che passa da una generazione all’altra.

In un tempo che chiede velocità e semplificazione, Luciano D’Abbruzzo sceglie invece la lentezza, la forma ibrida, la fragilità come valore. Un progetto che si legge, si ascolta e, soprattutto, si attraversa.

HANNO SUONATO:
Luciano D’Abbruzzo: voce, piano e hammond

Giuseppe Mangiaracina: basso e cori

Alessandro De Berti: chitarra e cori
Giancarlo Boccitto: chitarra
Taketo Gohara: tastiere, synth e cori
Niccolò Fornabaio: batteria
Matteo Di Francesco: batteria
Davide “Billa” Brambilla: tromba e cori
Prisca Amori: primo violino
Lorenzo Rundo: viola
Angelo Santisi: violoncello

Produzione esecutiva Giuseppe Mangiaracina.

Arrangiamenti Giuseppe Mangiaracina e Alessandro De Berti

Coordinatore progetto Paolo Bilardi per “A Night With”.

Edizioni Musicali Promopressagency – Ma.Fi. Roma