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Nelle estati del 1959 e del 1960 Ernesto de Martino e Diego Carpitella raccolsero, in due campagne nel Salento per conto del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, la più ampia documentazione sonora esistente sulle musiche del tarantismo che, rimasta in grandissima parte e per lungo tempo inedita, è stata poi pubblicata per la prima volta nei due cd allegati al volume, “Musiche tradizionali del Salento”, a cura di Maurizio Agamennone.

Queste registrazioni (ora in download tramite QR Code nella nuova edizione del volume) documentano espressioni musicali scomparse dalla prassi esecutiva, con gli esecutori più rappresentativi della terapia musicale del tarantismo come il violinista-barbiere Luigi Stifani e la tamburellista e cantante “Za Tora” Marzo, e forniscono una testimonianza sonora delle occasioni e procedure espressive di una cultura contadina, quali la ritualità della nascita e della morte, il lavoro e la danza.

La raccolta 48, in particolare, costituisce il corredo sonoro dell’indagine demartiniana del 1959 a Nardò, Muro Leccese e Galatina, sfociata poi ne La terra del rimorso, mentre la raccolta 53, estesa anche alle località di Giuggianello, Matino, Sanarica, Taviano e Ruffano, ha un carattere antologico in cui sono rappresentati generi e modi performativi molto diversi, dai canti di lavoro al lamento funebre.

Una ricerca sul campo di straordinaria importanza che ricordiamo alla vigilia della pubblicazione di un altro volume con video allegato in cui una delle protagoniste di quella fondativa esperienza, Amalia Signorelli, ne ripercorre nella memoria e con grande originalità le diversi fasi di svolgimento.

Qui info sul volume Musiche tradizionali del Salento
https://www.squilibri.it/catalogo/aem-archivi-di-etnomusicologia/maurizio-agamennone-musiche-tradizionali-del-salento

“Questo libro rappresenta il miglior contributo apparso in tutti questi decenni sul fenomeno divulgato da de Martino e Carpitella e sintetizza il valore di questi documenti inserendoli in mezzo secolo di studi etnomusicologici” Dinko Fabris, La Repubblica

“Un piccolo tesoro celato nel forziere delle musiche di tradizione del nostro paese. Un forziere che finalmente potrà aprirsi a tutti. Perché questa è musica che tutti dobbiamo ascoltare. Per sapere chi siamo” Gabriele Ferraris, La Stampa

“Carpitella e De Martino capiscono di trovarsi di fronte alla “fine” di un mondo, i cui brandelli restano ora appetiti da un mercato sempre più globale e rimasticate in un glocal commerciale lontano dalle posizioni musicali e comportamentali di quarant’anni” fa Fabio Francione, Il cittadino

Nelle foto di Diego Carpitella, un momento della terapia domiciliare del tarantismo, con Luigi Stifani e Za Tora Marzo e poi un primo piano di quest’ultima e, infine,  una ripresa del canto durante la mietitura a Ruffano, nel 1960.

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