Nel weekend del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, Faenza ha accolto non solo la musica emergente e indipendente italiana, ma anche una delle sue più affascinanti tradizioni artigianali e sonore: quella delle Ocarine del Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, protagoniste di un’esibizione speciale al Museo Internazionale delle Ceramiche.
L’evento, realizzato in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Comune di Faenza e il progetto @inprimopiano, ha unito musica, arte e territorio, portando le ocarine — strumenti simbolo della cultura popolare emiliana — in dialogo con le opere e le collezioni del MIC, in un intreccio tra tradizione e contemporaneità.
Un momento che conferma il MEI come crocevia di linguaggi creativi, capace di valorizzare non solo la nuova scena indipendente ma anche le radici artigianali e culturali che rendono unica l’identità musicale dell’Emilia-Romagna.



Eccellente! Quella fusione tra ocarine e ceramiche mi ha fatto sorridere! Bravissimi a Faenza per aver creato un intreccio così originale tra tradizione (ocarine popolari) e… arte applicata (ceramiche internazionali). Un dialogo tra suono e materia che forse ha fatto gridare Tradizione! e Moderno! allo stesso tempo ai visitatori. Ottimo che il MEI continui a essere un crocevia di idee, anche se a volte un po fuori contesto . Bravoo!quay random