Con la versione acustica di “Non Tornare Mai”, Il Socio Unico torna al punto esatto in cui tutto è iniziato: una stanza, tre strumenti, un’emozione che ancora non aveva preso forma definitiva. Questa nuova interpretazione non è una semplice alternativa alla versione originale, ma un ritorno alla matrice del brano, a quella scintilla fragile e potentissima che ne aveva guidato la scrittura.
Senza filtri, senza sovrastrutture, con il suono reale messo in primo piano – corde che vibrano, legno che risuona, respiri che diventano parte dell’arrangiamento – il trio recupera la natura più intima del progetto, rendendo questa versione acustica un viaggio personale e collettivo allo stesso tempo.
A raccontarci questo ritorno all’essenziale sono proprio loro: Il Socio Unico.
Intervista – Il Socio Unico
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La versione acustica è un ritorno all’origine: cosa avete recuperato di voi stessi tornando al momento in cui “Non tornare mai” è stata scritta?
Con questa versione abbiamo recuperato la vera identità del brano, le emozioni di quando è stata scritta e l’immediatezza del messaggio. -
La vostra musica parla spesso di solitudine come responsabilità e non come abbandono. Cosa significa, per voi, essere “soci unici” mentre si crea insieme?
Essere soci unici della propria vita vuol dire riuscire a stare bene con se stessi e di conseguenza con gli altri. Nello scrivere i nostri brani ognuno di noi mette del proprio, esattamente come stiamo facendo con questa intervista. -
Avete scelto strumenti preparati, soluzioni analogiche e imperfezioni volute: qual è, oggi, il valore del “suono reale” in un mondo che tende a cancellarlo?
Senza alcun dubbio è un discorso di originalità, anche perché si sta perdendo la sperimentazione analogica. Per esempio, nel ricreare un banjo, non siamo andati a cercare campioni o VST, ma abbiamo studiato una soluzione originale e funzionale con i mezzi a nostra disposizione. Inoltre, abbiamo volutamente lasciato suoni e imprecisioni, non curandoci tanto della perfezione, ma del mood intimo del brano. -
Se la versione originale aveva due prospettive video — Inside e Outside — quale lato della storia racconta questa versione acustica: quello che resta o quello che si libera?
In realtà questa versione non ha prospettive video, ma le abbraccia entrambe. È un viaggio che offre un’interpretazione personale più ampia che lascia più spazio al testo e all’immaginazione dell’ascoltatore.


