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“Nuova Vita”, il nuovo album di Giuseppe Campagnani, consegna al pubblico un debutto maturo, sospeso tra introspezione e coraggio. È un disco che non alza la voce, ma lascia che siano le parole, precise e misurate, a condurre l’ascoltatore dentro un percorso di trasformazione. Le canzoni si susseguono come capitoli di un diario spirituale: la partenza di “Il Treno”, la vulnerabilità di “Dammi la mano”, la malinconia lucida di “Non è andata così”, fino alla resa luminosa della title track. Campagnani compone come chi osserva, non come chi vuole impressionare: ogni brano è una carezza che svela, lentamente, la propria forza. La produzione di Anton Mikhailov accompagna con eleganza, senza invadere, lasciando respirare la voce e il silenzio. In un panorama che spesso confonde sincerità con semplificazione, “Nuova Vita” sceglie la via più difficile: quella della verità. È un disco che non promette felicità, ma riconcilia con la fragilità. In tempi di rumore e fretta, questa è una forma di coraggio raro.

Ascolta l’album

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