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Riscoprire i piccoli gioielli storico-artistici di una cittadina di provincia attraverso la musica d’avanguardia e la sperimentazione, contribuendo alla rigenerazione territoriale: compie 11 anni Sacred Noise, la rassegna indipendente che, dal 2015, porta negli spazi di Perugia sonorità di ricerca attingendo tanto al panorama italiano quanto a quello internazionale. 

Una sfida nella sfida, dunque, quella di Fabrizio Ciancaleoni, giovane imprenditore perugino e direttore creativo di Sacred Noise. Perché se, in partenza, ancora resistono le difficoltà connesse all’attuazione di una proposta culturale di ricerca in contesti decentrati rispetto ai poli principali, ancora più ambizioso e visionario appare l’obiettivo di coniugare l’attenzione alle avanguardie musicali con la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio

Pur mantenendo un dialogo costante con gli spazi cittadini preposti alla fruizione della cultura – cinema, club, teatri – Sacred Noise si è sin dall’inizio orientata verso strutture non convenzionali: chiese, auditorium, giardini poco noti anche alla popolazione locale o che addirittura hanno aperto le porte al pubblico proprio in occasione dei concerti di Sacred Noise. Come la Chiesa di Sant’Agostino, esempio di architettura gotica che ospitava opere del Perugino, raramente accessibile al pubblico e che ha accolto il concerto di Hackedepicciotto, progetto di Alexander Hacke (già negli Einstürzende Neubauten) & Danielle de Picciotto; il Tempio di San Michele Arcangelo, una delle chiese paleocristiane più antiche d’Italia, con il concerto del duo texano Balmorhea; l’Auditorium di Santa Cecilia, l’unico monumento barocco della città insieme alla vicina Chiesa di San Filippo Neri, restaurato e riaperto al pubblico dopo decenni di degrado, che ha visto esibirsi per la rassegna, tra gli altri, Ghedalia Tazartes, Iosonouncane, Mai Mai Mai, Sarah Neufeld, Saroos. 

Nonostante la decentralizzazione delle dinamiche culturali e la riduzione dei gap informativi abbiano reso più accessibili anche le proposte più underground e di ricerca, nei contesti di provincia questo orientamento ancora resta una sfida, sia in termini di dialogo con istituzioni pubbliche e stakeholder privati, sia rispetto alla possibilità di intercettare un’audience numericamente ridotta e talvolta svantaggiata nelle possibilità economiche di accesso ai prodotti culturali. Il livello di complessità si alza quando si tratta di scegliere la location, in contesti in cui spesso scarseggiano spazi pensati per la fruizione di un evento musicale e in cui si cerca di aprire un ponte tra il passato, incarnato nei luoghi di rilevanza storico-culturale, e il presente delle avanguardie artistiche. 

Cioè che muove la rassegna Sacred Noise è dunque l’obiettivo di valorizzare i luoghi e raccontarne la storia attraverso nuovi linguaggi. La stagione 2026 riparte infatti con molte novità, confermando l’attenzione per la ricerca e i contenuti non convenzionali: un nuovo ciclo di proposte che inizierà domenica 1 marzo con la presentazione del nuovo album di Al Doum & The Faryds presso l’Auditorium Santa Cecilia, storica venue dove è nata la rassegna; proseguirà poi sabato 21 marzo presso il cinema Postmodernissimo con il concerto degli Ill Considered, ensemble del Regno Unito noto per il suo approccio spontaneo e altamente improvvisato; previsto infine per domenica 19 aprile l’arrivo a Perugia del tour del nuovo album di Paolo Angeli “Lema”, presso uno dei luoghi culturali più belli e iconici del centro storico, il Tempio di San Michele Arcangelo.

Sacred Noise, dal 2020, partecipa inoltre con i suoi concerti all’insieme di azioni di rigenerazione urbana nell’area di Borgo di Porta Sant’Angelo, quartiere del centro storico di Perugia conosciuto per la sua importanza storico – culturale e per aver attraversato un periodo di degrado da cui sta lentamente uscendo grazie al Progetto “Corso Garibaldi District” di cui appunto Sacred Noise fa parte. Dal 2025 è nato il nuovo programma culturale del quartiere chiamato “Strade ad Alto contenuto di Cultura”, in collaborazione con Comune di Perugia, Regione Umbria e Fondazione Perugia e con le realtà economiche e associative dell’area.