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Una fotografia da bambina. Nessuna costruzione estetica, nessun effetto studiato. In copertina Rubino sceglie un’immagine privata, essenziale, quasi sospesa nel tempo. Il presente arretra e lascia spazio a una domanda più radicale: cosa resta quando si smette di aderire al ruolo che ci siamo costruiti?

Scordarmi di me è un lavoro che parte da questa frattura. Non è un invito alla cancellazione, ma un attraversamento: mettere in discussione la propria forma adulta per intercettare una verità meno filtrata.

Federica Rubino (1991), dopo anni di esperienza tra band e palchi indipendenti prima dell’avvio del progetto solista nel 2022, firma qui il capitolo più compatto e consapevole del suo percorso. L’EP raccoglie “Anche se (2025 Reloaded)” e “Quando tutto crolla”, due brani che definiscono con chiarezza la sua direzione artistica.

In Anche se la scrittura procede per sottrazione: la fragilità non viene enfatizzata, ma osservata con lucidità, lasciando che siano le pause e le dinamiche a generare tensione. Quando tutto crolla, invece, lavora sul limite: la caduta non è spettacolarizzata, ma raccontata come punto di resistenza. La struttura cresce in modo progressivo, mantenendo equilibrio tra intensità e misura.

Il suono si muove tra folk elettrico e canzone d’autore contemporanea. Le chitarre non riempiono, sostengono. La voce rimane esposta, senza sovrapproduzioni che ne smussino le asperità. La scrittura conserva centralità assoluta: ogni parola è funzionale, nessuna concessione all’effetto.

Senza cercare l’immediatezza forzata, Rubino costruisce brani che chiedono ascolto e restituiscono profondità. Scordarmi di me non si rifugia nella nostalgia dell’infanzia evocata in copertina: la usa come specchio critico.

Una bambina che guarda avanti.
Un titolo che guarda dentro.
Un EP che sceglie di restare.