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Il nuovo EP di NANA X, in uscita il 17 aprile, appartien ad un percorso che non si limita a mostrarsi, ma si espone, si rompe e si ricompone. Un lavoro che trova la sua chiusura in “OFFESA (il mio corpo)”, brano che segna il punto finale — e allo stesso tempo un nuovo inizio — di un racconto iniziato con “NATURA (brucia le ferite)” e proseguito con “SOLLIEVO (anche fallire è un’arte)”

Il filo che tiene insieme tutto il progetto è chiaro:
un’evoluzione che parte dalla ferita, passa dalla consapevolezza e arriva alla liberazione.

Se “NATURA” era rinascita e “SOLLIEVO” accettazione, è con “OFFESA” che NANA X compie il gesto più radicale: smontare il conflitto interiore e restituire al corpo il suo spazio, trasformandolo in luogo di verità e affermazione

Al centro di tutto c’è infatti un manifesto preciso:
“anche fallire è un’arte”.

Non come resa, ma come atto di riscoperta.
Un modo per trasformare la vulnerabilità in linguaggio, in identità, in espressione.

Dal punto di vista sonoro, il progetto si muove in un territorio riconoscibile e personale: chitarra classica, suggestioni di tango ed elettronica si intrecciano in un equilibrio viscerale, capace di sostenere un racconto intimo ma allo stesso tempo condivisibile

Ma è dal vivo che questo percorso trova un’ulteriore dimensione.
Il 17 aprile al Malacarne Art Lab di Verona, NANA X porterà sul palco l’EP in una forma ancora più fisica e diretta, trasformando le canzoni in esperienza, corpo e presenza

Con questo lavoro, l’artista chiude un ciclo.
Ma soprattutto ne apre un altro:

quello in cui fragilità e identità smettono di essere un limite
e diventano finalmente forza.

Un progetto che non chiede di essere capito,
ma sentito.