Nel suono dei MASMAS la composizione è un processo aperto, in cui tutto può cambiare direzione da un istante all’altro. Gli strumenti convivono con oggetti, macchine autocostruite e registrazioni di campo, la voce si intreccia a glitch e a respiri, il sax diventa frequenza o rumore. È una musica che nasce nel corpo prima che nella testa, che non teme l’imperfezione ma la accoglie come parte del suo linguaggio.
C’è un momento in cui la musica smette di essere linguaggio e torna a essere gesto.
Nascono così i MASMAS – collettivo formato da Simone Alessandrini, Mauro Remiddi e Simone Pappalardo – e da quella stessa intuizione prende forma il loro primo album, Make a Mess in usciata il 6 marzo per Un lavoro che mette in dialogo elettronica analogica e digitale, canzone, improvvisazione e sound art per raccontare la necessità di “fare casino” come atto creativo e vitale.
Nel suono dei MASMAS la composizione è un processo aperto, in cui tutto può cambiare direzione da un istante all’altro. Gli strumenti convivono con oggetti, macchine autocostruite e registrazioni di campo, la voce si intreccia a glitch e a respiri, il sax diventa frequenza o rumore. È una musica che nasce nel corpo prima che nella testa, che non teme l’imperfezione ma la accoglie come parte del suo linguaggio.
Make a Mess è un disco che restituisce alla materia sonora la libertà di essere instabile, mobile, viva.
Il titolo – nato da un episodio domestico, quando la figlia di Remiddi rovesciò i giochi esclamando “Let’s make a mess!” – diventa manifesto di un modo di pensare la creazione: il disordine non come rottura, ma come apertura. Fare casino, qui, è un gesto di fiducia.
Per Alessandrini, Remiddi e Pappalardo, il caos è il punto d’origine di ogni costruzione possibile: un luogo dove si disimpara a controllare, dove si accetta che le cose accadano. Make a Mess non cerca la precisione, ma la presenza; non l’armonia, ma la vibrazione.
Nello studio romano di Pappalardo, nel quartiere Alessandrino, la musica prende forma come in un laboratorio: tra strumenti autocostruiti, registrazioni in presa diretta e manipolazioni analogiche e digitali. È un luogo attraversato da voci, suoni, vita reale – le strade, i bambini, il rumore della pioggia che entra dai microfoni aperti. Tutto diventa parte del racconto.
In questo spazio, il quartiere non è sfondo ma materia sonora: una periferia che respira nel disco e ne determina il ritmo.
Make a Mess è anche il ritratto di questo dialogo con l’ambiente, di una musica che non si chiude nello studio ma lascia entrare il mondo, la sua imprevedibilità, il suo disordine.
IL PROGETTO MASMAS
I MASMAS nascono nel 2021 a Roma dall’incontro tra Simone Alessandrini, Mauro Remiddi e Simone Pappalardo durante una residenza al Mattatoio – Palazzo delle Esposizioni. Tre musicisti provenienti da percorsi diversi, uniti da un approccio libero e curioso al suono e dal desiderio di superare le categorie di genere.
Simone Alessandrini, sassofonista e compositore, proviene dal jazz e dalla musica d’autore: la sua attenzione alla melodia e al racconto si intreccia con la ricerca timbrica e la costruzione di spazi sonori complessi.
Mauro Remiddi, voce e chitarra, conosciuto a livello internazionale per il progetto Porcelain Raft, porta nella scrittura del trio una sensibilità intima, cinematografica e profondamente umana.
Simone Pappalardo, artista elettroacustico e docente di sound design, realizza strumenti e dispositivi analogici e digitali, introducendo una dimensione performativa e sperimentale al linguaggio del gruppo.
Il loro incontro si trasforma da subito in una forma di dialogo sonoro e umano. Durante la residenza al Mattatoio, una sessione improvvisata rivela una chimica immediata: una tensione viva tra intuizione e ascolto che diventerà la cifra del progetto. Più che un gruppo, i MASMAS sono un metodo: una pratica di composizione collettiva fondata sull’improvvisazione, sull’errore e sulla trasformazione continua.
Dal 2021, il trio porta la propria ricerca in contesti che vanno dal concerto alla performance audiovisiva.
Hanno sonorizzato il film Controfigura di Rä di Martino al Museo Macro e collaborato con la performer Silvia Calderoni per Moonbird, presentato alla Triennale di Milano, al Mattatoio di Roma, al PhEST di Monopoli, al Vive le Cinema Festival di Lecce e ad Avvistamenti a Bisceglie.
Nel 2023 hanno partecipato alla colonna sonora del documentario L’Avamposto di Edoardo Morabito, presentato alla Biennale di Venezia durante la Giornata degli Autori.
Parallelamente, i MASMAS hanno creato un laboratorio permanente nel quartiere Alessandrino, dove registrano e sperimentano nuovi linguaggi sonori. Da qui nasceranno nei prossimi mesi laboratori di costruzione di strumenti e improvvisazione in collaborazione con Nuova Consonanza e il CIP Alessandrino, con l’obiettivo di creare una piccola “orchestra di quartiere”.


