Il 5 dicembre esce “Alla fine è buio”, il nuovo singolo di leoluca per Honiro Publishing: un brano che mette a nudo la vulnerabilità del tempo che viviamo, in cui il futuro appare incerto, distorto, spesso più simile a un’ombra che a una promessa.
Il pezzo si apre con una cassa dritta che sovrasta lo spazio e con parole che si muovono come oggetti liquidi dentro un quadro di Dalì: immagini sospese, deformate, attraversate dall’ansia del “ciò che sarà” e dalla sensazione che nessun legame, per quanto forte, possa davvero salvarci da quella paura.
Eppure nel cuore della canzone esiste un’unica via d’uscita: imparare a direzionare il buio, trasformarlo da ostacolo a possibilità, da fardello a variabile della nostra serenità.
«Ho scritto Alla fine è buio di getto», racconta l’artista.
È quel complesso percorso in cui cercarsi, perdersi e ritrovarsi, tra malinconia e bisogno d’amore. Racconto il sentiero ciclico dell’incompatibilità, dove il vero equilibrio non sta nel raggiungerlo, ma nel cercarlo costantemente».
Il risultato è un brano che riesce a unire suoni elettronici e frammenti quotidiani, trasformandoli in una narrazione che parla di fragilità, disordine emotivo e di quella strana bellezza che si nasconde proprio nei fallimenti, nelle attese, nel restare indecifrabili.
Dietro leoluca — al secolo Leoluca Zarfati, classe 1998 — c’è un percorso iniziato presto, passato attraverso il progetto Hype Zulu e arrivato a una nuova fase creativa che ha preso forma con “Scacciasogni”, “Quanto Manchi Ancora” ed “echo”, brani che hanno confermato la sua identità nel pop contemporaneo e nelle sue derive più sperimentali.
Con “Alla fine è buio”, l’artista firma una delle sue pagine più intime: un racconto che non giudica il buio, ma lo abita, lo attraversa e gli concede finalmente un posto nella storia.


