“Decima Max” è il secondo singolo estratto dall’EP LGBT-, parte di un progetto narrativo e visivo attivo anche fuori dai confini di Spotify e in uscita nei prossimi mesi. È una canzone che nasce dove oggi si consuma il vero logoramento: nella routine. Non quella epica o “motivazionale”, ma quella fatta di settimane pesanti, giornate infinite e corpi che si trascinano mentre le teste fingono di reggere. È un brano sul burnout come condizione stabile, su una Milano simbolo di tutto ciò che costa troppo: soldi, energie, dignità. Un luogo dove perfino il desiderio di “stare bene” diventa una prestazione.Il protagonista non è un eroe né una vittima, ma un essere umano al burro. Uno che prova a stare in piedi tra lavoro, ansia e un’idea di futuro che resta bloccata in caricamento, dove un bilocale a Porta Romana è un miraggio lontano. Nel testo ogni dettaglio è quotidiano e per questo spietato: chiavi che spariscono, micro-umiliazioni e quella rabbia silenziosa che cresce quando ti accorgi che stai pagando troppo per sentirti sempre meno.Poi arriva il ritornello e la narrazione si ribalta. “Zio, sono in forma come a 18 anni” diventa un mantra, una bugia necessaria, l’auto-gasamento di chi non ha davvero recuperato ma per tre minuti si convince di essere invincibile.Qui il calcetto non è sport ma rito e adrenalina usata come cerotto.È la “Decima Max”, l’ennesima partita, l’ennesima dose di energia che ti fa sentire vivo prima del crollo successivo.Musicalmente il brano spinge su un hard rock ad alto tasso di groove con influenze crossover, incastrato dentro un’anima pop. Il pezzo corre e morde, trasformando il caos emotivo in un hook da stadio in miniatura. La musica costruisce il tapis roulant della routine, mentre la voce registra il collasso e lo trasforma in posa.“Decima Max” non offre soluzioni e non cerca redenzione. Osserva il punto esatto in cui il disagio diventa identità.Racconta la città e la testa, quella che si sente in colpa quando cede e si sente un genio quando resiste un altro giorno. È la colonna sonora di chi sta male ma si esalta lo stesso, di chi è in burnout ma si celebra come se avesse appena segnato il gol della vita. Perché il punto non è essere davvero in forma, ma continuare a giocare. I Leggero Burnout sono un progetto musicale milanese composto da quattro musicisti. La loro produzione trasforma ansie generazionali, relazioni interrotte, dinamiche di seduzione fallimentari e fantasie di riscatto in un racconto sonoro del disagio contemporaneo.Il sound del progetto attraversa diversi linguaggi — rock, elettronica, punk, pop, jazz e blues — rielaborati attraverso una scrittura ironica, tagliente e attenta all’osservazione dei comportamenti e delle contraddizioni emotive del presente.Nel 2026 la band pubblica con Sorry Mom! i singoli “You are all Pisellas” e “Decima Max”, entrambi estratti dall’EP “LGBT-“.
ASCOLTA “DECIMA MAX”!
https://ffm.to/leggeroburnout-decimamax


