Uscirà venerdì 30 gennaio Prigioni e altri rimedi, il nuovo e atteso album dei Gringo Goes To Hollywood. Anticipato dai singoli Cercherò e Prigioni, il disco si presenta come un lavoro attraversato da urgenza emotiva e sincerità, capace di muoversi tra fragilità e bisogno di luce senza mai nascondere le crepe.
Le dieci tracce che compongono l’album costruiscono un percorso fatto di relazioni che cambiano, assenze, errori e momenti di introspezione. È un racconto che alterna passaggi più raccolti ad aperture più luminose, seguendo il naturale oscillare degli stati d’animo. Non c’è un’unica direzione, ma una continua ricerca di equilibrio tra ciò che ferisce e ciò che, in qualche modo, prova a rimettere insieme i pezzi.
Il titolo stesso suggerisce la doppia anima del progetto. Le “prigioni” sono prima di tutto interiori: pensieri, paure, meccanismi che intrappolano. I “rimedi”, invece, arrivano da ciò che tiene in piedi: l’amicizia, l’amore, la memoria, la musica. È in questo spazio di tensione che il disco trova la sua identità, trasformando esperienze personali in un racconto che può diventare facilmente condiviso.
Prigioni e altri rimedi è un album che non cerca pose né soluzioni facili. Parla di cadute, ma anche dei tentativi — spesso imperfetti — di rialzarsi. Ogni brano funziona come una fotografia emotiva, uno scatto senza filtri in cui fragilità e affetto convivono, lasciando emergere un’umanità riconoscibile.
Ne esce un lavoro diretto, che mette al centro il lato più intimo delle relazioni e delle emozioni, senza idealizzarle. Un viaggio introspettivo che invita ad attraversare le proprie zone d’ombra, ricordando che, a volte, i rimedi non cancellano le ferite, ma aiutano semplicemente a conviverci meglio.


