Un ritrovamento inaspettato per tornare dove tutto è nato e proprio lì chiudere al meglio un’avventura in musica lunga più di vent’anni. Perché nulla, in fondo, succede mai per caso.
Quasi Casa è la registrazione dell’ultimo concerto dei Giardini di Mirò, nella loro Cavriago, e sarà disponibile in pre-order da oggi 19 marzo – a tre anni esatti dal live – nel formato doppio vinile in edizione limitata al link: https://www.2ndrec.com/products/giardini-di-miro-quasi-casa
Un doppio vinile, arricchito da materiali scritti e visivi, che racchiude gli oltre vent’anni di carriera di una delle band pilastro del panorama indipendente italiano, che ha saputo portare alta – altissima – la bandiera di un certo modo di fare musica: autentico e attento al dettaglio, animato da un amore viscerale per il suono, declinato nelle direzioni più disparate. Muovendosi tra post rock, psichedelia ed elettronica, il gruppo emiliano ha saputo plasmare – album dopo album, traccia dopo traccia – dei veri e propri paesaggi sonori da cui lasciarsi avvolgere, su disco come dal vivo.
Quasi Casa nasce esattamente a tre anni fa: era il 19 marzo 2023 quando i Giardini di Mirò salirono sul palco del Circolo Kessel (ex Calamita) di Cavriago, proprio lì dove, a fine Anni Novanta, era nato il loro progetto, per quello che sarebbe stato l’ ultimo concerto della band.
Nessuno, però, sapeva che quella serata sarebbe stata l’ultima volta insieme dal vivo, niente era previsto o studiato. In quel momento era semplicemente la tappa conclusiva di Voiceless, il tour dedicato interamente al loro repertorio strumentale che ha seguito la pubblicazione a sorpresa, nel 2021, della suite Del Tutto Illusorio, la loro ultima release.
Una data speciale perché la band non aveva mai fatto un vero e proprio concerto nella sua cittadina natale.
Quello è il locale dove abbiamo iniziato a provare e a comporre. Raccontano Corrado Nuccini e Jukka Reverberi, fondatori della band. In quello spazio sono nati i primi brani di “Rise and Fall of Academic Drifting”, poi “Punk… Not Diet!”, “Dividing Opinions”, “Good Luck”, “Different Times”, fino a “Del tutto illusorio”. Anche il nostro primo EP, “Iceberg EP”, è stato registrato lì. Lì tutto ha avuto inizio, e lì, per un incredibile gioco del destino, tutto è arrivato anche alla fine.
In sala c’erano circa duecento persone, tra cui Markus Mathis, che negli anni ha documentato diversi concerti della band, e lo ha fatto anche quella volta, integralmente.
Una registrazione persa e poi ritrovata poco tempo fa, dopo l’annuncio dello scioglimento della band.
Una coincidenza e una storia simili non potevano rimanere segrete. Erano un segno del destino, un’occasione speciale per regalare al proprio pubblico, ancora una volta, un’ultima volta, un pezzetto della propria vita.
Nei suoi 70 minuti di musica – con l’aggiunta di un piccolo “jukkiloquio”, sempre risalente a quel live – Quasi Casa è un viaggio interamente strumentale che riassume un percorso che, dal 2001 al 2023, ha portato i Giardini di Mirò a realizzare dieci uscite discografiche tra album in studio, raccolte e colonne sonore. Ma, soprattutto, a incontrare decine di migliaia di persone, unite dalla passione per un modo sempre più raro e prezioso di creare, suonare, vivere la musica.
Quasi Casa è un omaggio alla storia dei Giardini di Mirò e alla loro idea di musica: suonata, viva, collettiva. Il modo migliore per riassumere e chiudere un lungo, ricco e straordinariamente umano percorso condiviso.
Siamo partiti alla fine degli anni Novanta con l’idea che fare musica potesse migliorare la vita, prima di tutto la nostra. Concludono Nuccini e Reverberi. I Giardini di Mirò sono nati in una stagione in cui molte band cercavano una forma di viaggio musicale segnata da una tensione utopica. Poche parole, spesso in inglese, una musica sghemba e aperta, rivolta verso un’idea ampia di comunità e condivisione. La decisione di fermarci non riguarda soltanto i nostri percorsi personali. Riguarda la consapevolezza che il contesto da cui siamo partiti si è trasformato fino quasi a scomparire.
Questo disco vuole però ricordarci che qualcosa di bello lo abbiamo fatto e che abbiamo creato un percorso artistico coerente, ancora capace di resistere al tempo.
CREDITI
Tutti i brani sono scritti e suonati dai Giardini di Mirò
Live mix: Bruno Germano
Audio recording: Markus Mathis
Mixdown e mastering: Bruno Germano, Vacuum Studio
Foto (cover): Cristina Severi
Additional photos: Timo C Engel
Artwork: Johannes Schardt
Il concerto è stato realizzato all’interno del circuito Suner e supportato da Emilia-Romagna Music Commission
TRACKLIST
Side A:
01 Different Times
02 Good Luck
03 Landfall
Side B:
04 Pearl Harbor
05 Connect the Machine to the Lips Tower
Side C:
06 Del Tutto Illusorio
Side D:
07 A New Start (For Swinging Shoes)
BIOGRAFIA
Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono stati un nome di punta della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise.
I Giardini di Mirò vengono da Cavriago, un comune a pochi minuti da Reggio Emilia. Il nucleo storico è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi, Luca di Mira e Lorenzo Lanzi. Negli anni hanno partecipato al gruppo anche Francesco Donadello e Lorenzo Cattalani, che hanno sostituito Lanzi alla batteria; Andrea Scarfone, che ha sostituito Venturelli negli ultimi anni dal vivo; Alessandro Raina, voce e autore di vari testi; e una lunga serie di musicisti dal vivo tra cui Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.
Il progetto nasce nel 1994 da un’amicizia tra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli (oggi noto fumettista) nata tra i banchi della facoltà di Lettere a Bologna. Solo qualche anno dopo, con l’ingresso degli altri componenti, la band prende forma così come è nota oggi, e già dal primo “Iceberg EP” la storia dei Giardini di Mirò è stata un susseguirsi di album, concerti, tour. La discografia è sterminata: oltre ai cinque album ufficiali “Rise And Fall of Academic Drifting” (2001) – che contiene il brano “Pet Life Saver” cantato da Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu -, “Punk… Not Diet!”(2003), “Dividing Opinions”(2007), “Good Luck” (2012) e “Different Times” (2018), ci sono due sonorizzazioni -“Il fuoco” (2010) e “Rapsodia Satanica” (2014)-, la colonna sonora di “Sangue, la morte non esiste” (2005) con Elio Germano, e una miriade di Ep, remix e raccolte di inediti, con etichette di tutto il mondo che hanno portato i Giardini di Mirò a collaborare con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri. Nel 2019, dopo anni di silenzio, esce “Different Times” (42 Records), in contemporanea con un libro omonimo edito da Crac Edizioni, scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che racconta tutta la storia della band. Seguono anni di concerti, tra cui un tour speciale insieme ai Massimo Volume, e nel 2021 arriva la pubblicazione di “Del Tutto Illusorio”, una suite interamente strumentale.


