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Link: https://orcd.co/altafonteitalia_filibustarecords_maybe

Esce il primo album di Pasquale Cataldi“Maybe”, in uscita per Filibusta Records (distrib. fisica I.R.D., distrib. digitale Altafonte Italia).

Con “Maybe”Pasquale Cataldi firma il suo primo lavoro come compositore, batterista e arrangiatore, muovendosi nell’ambito del jazz contemporaneo. Il disco integra groove e soluzioni timbriche riconducibili all’R’n’B più attuale, accanto a riferimenti al rock e al jazz/funk, costruendo un linguaggio che si sviluppa attraverso una costante ridefinizione dei ruoli strumentali. Accanto a queste traiettorie più moderne, emergono anche richiami al linguaggio swing, inteso come matrice storica e punto di dialogo con la tradizione. Gli arrangiamenti mettono in relazione fiati, chitarre, archi e sintetizzatori, con un’attenzione particolare all’equilibrio tra scrittura e spazio esecutivo.

Il progetto si avvale della partecipazione di musicisti provenienti da ambiti differenti per formazione ed esperienza, elemento che contribuisce alla varietà del materiale sonoro senza compromettere la coerenza complessiva del lavoro. Sul piano concettuale, Maybe si configura come un’esplorazione delle emozioni e delle dinamiche interiori, con una narrazione che si articola attraverso episodi musicali distinti ma interconnessi.

“So Catchy” apre il percorso sonoro suggerendo l’irruzione di un evento improvviso, mentre “Places” si concentra sul rapporto tra luoghi, memoria, percezione e processo creativo. Il brano include l’unico intervento verbale dell’album, un estratto da un’intervista di David Lynch. In “Sorry” il discorso si sposta su una dimensione più introspettiva, legata al tema dell’onestà verso sé stessi. La title-track “Maybe” rappresenta il centro teorico del disco: una cellula melodica costruita principalmente su tre note costituisce il materiale di base, sottoposto a continue trasformazioni attraverso un lavoro armonico che ne ridefinisce il ruolo, ruotando concettualmente intorno all’incertezza evocata dal titolo. Il brano alterna groove R’n’B a sezioni di maggiore energia di matrice jazz/funk. Con “The Jet” si manifesta invece una componente più marcatamente rock.

“2012”, che può essere letta come un momento di rinascita e liberazione, è arricchita da un quartetto di violini — presente anche in “So Catchy” — che dialoga con il basso synth e successivamente con l’intero

ensemble. “Like” si colloca come omaggio allo swing e all’universo sonoro di Charles Mingus, integrando elementi ritmici riconducibili anche a Thelonious Monk e restituendo una tensione espressiva sospesa tra

ordine e instabilità. A chiudere l’album è “Corde”, che, così come una parte significativa di “Places”, si sviluppa su metri dispari e costruisce un dialogo tra melodie essenziali, basate su poche note di lunga durata, e una struttura ritmica che si muove tra polimetrie o cambi di metro. La frammentazione e la varietà delle sezioni del brano assumono il valore di metafora conclusiva di trasformazione ed evoluzione.

Line up

Filippo Molicone: trumpet

Lorenzo Corsi: flute (Places, Sorry, Maybe, 2012, Like, Corde), bass flute (Maybe, Corde)

Marco Bonelli: curved soprano saxophone (So Catchy, The Jet)

Michele Campo: violins (So Catchy, 2012)

Jack De Carolis: electric guitar

Giuseppe Sacchi: piano, synthesizer

Andrea Pochesce: double bass, electric bass (Places, Maybe)

Pasquale Cataldi: drums, synthesizer (So Catchy, Sorry, 2012), compositions, arrangements.

Recording, mixing, and mastering by Axel Ferrari, Lyran Lab 24 Studio.

Graphic design and illustrations by Marta Kai

Tracklist

So Catchy / Places / Sorry / Maybe / The Jet / 2012 / Like / Corde

Discografia

Marco Cataldi – “3Notes4you” (2020, singolo)

Jack De Carolis – “Sparks of Cosmic Fire” (2023, album)

Pasquale Cataldi – “Ambaradan” (2024, singolo)

Pasquale Cataldi – “So Catchy” (2026, Filibusta Records, singolo)

Pasquale Cataldi – “Maybe” (2026, Filibusta Records, album)

Bio

Pasquale Cataldi è un batterista, compositore, arrangiatore, insegnante. Suona fin da bambino, e la musica è stata una presenza costante nella sua vita: studio, palco, confronto continuo con altri musicisti. Nel tempo ha costruito il proprio percorso soprattutto attraverso l’esperienza diretta, suonando in contesti diversi, da piccole a grandi formazioni, e sviluppando un’identità fondata sull’ascolto e sull’interplay.

Si laurea presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, dove approfondisce lo studio della

batteria jazz e della composizione. Parallelamente porta avanti studi privati, attività concertistiche e

di insegnamento.

Nel corso degli anni si esibisce in festival, rassegne e club come Umbria Jazz, Jazz Image Festival,

Alexander Platz Jazz Club, Village Celimontana, Fara Music Festival.

Social

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Filibusta Records

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