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C’è qualcosa di profondamente cinematografico nell’incontro tra Francia, Cile e Italia quando passa da Montréal. È lì che nasce il progetto dei Bye Parula, trio formato da Loïc Calatayud-Sola, Sebastián Riquelme e Sergio D’Isanto, unito da un’esperienza comune: quella dell’emigrazione trasformata in linguaggio musicale.

Dopo un primo capitolo segnato dalla scoperta reciproca, la band torna con un secondo disco che racconta una connessione ormai consolidata. Something Out Of Nothing, in uscita il 5 giugno 2026 per Secret City Records, è il risultato di un dialogo diventato istintivo, più diretto, più umano.

Ad anticiparlo è “KISSBURN”, primo singolo disponibile dal 26 febbraio: un brano che gioca con la seduzione e l’ambiguità, raccontato dal punto di vista di chi insegue qualcuno tra fascino e ossessione. Una figura sicura, forse sexy, forse ridicola — probabilmente entrambe le cose.

Il suono del disco si muove tra riferimenti diversi ma coerenti: il funk orchestrale di Serge Gainsbourg, le fragilità melodiche di Elliott Smith, il cosmopolitismo dei Talking Heads e un R&B essenziale che richiama Dijon. Il tutto filtrato da un’estetica anni ’70, dove luce e inquietudine convivono.

È proprio questo il cuore del progetto: una musica che accarezza mentre scava. Le atmosfere sono calde, quasi edonistiche, ma sotto la superficie si muove un senso costante di disagio. I Bye Parula costruiscono canzoni che sembrano leggere e invece colpiscono in profondità.

Gran parte di questo cambio di passo passa dalla scrittura. Loïc Calatayud sceglie una lingua più semplice, più emotiva, lasciando da parte la complessità costruita per arrivare a qualcosa di più autentico. Una scelta che rende il disco più esposto, più personale.

Brani come “Orange Blossom” e “Burning Down the House” entrano in territori intimi: la memoria familiare, le rotture, la difficoltà di restare in piedi. In “Home” emerge invece una crisi esistenziale quotidiana, fatta di routine e distanza, mentre “Miedo De Olvidar” racconta la nostalgia condivisa per le proprie radici.

Il punto più fragile del disco è forse anche il più significativo: “Needed”, costruita su una frase ripetuta fino a diventare quasi ossessione. Una canzone nata da un momento difficile, che racconta quanto il legame tra i tre sia diventato qualcosa di più di una semplice collaborazione musicale.

Se il primo album era un incontro, Something Out Of Nothing è una presa di coscienza. Un disco che nasce da lontano, ma che trova nel presente — e nella relazione tra i suoi membri — il suo vero centro.