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BIANCO, con “Camaleonte”, fuori il 6 Febbraio, firma il suo disco più sincero: un viaggio nel cambiamento, quello rivelatorio, che costringe a guardarsi dentro per davvero. 11 tracce stampate su vinile bianco, che spogliano la scrittura del cantautore torinese da ogni sovrastruttura e riportano tutto all’essenza della musica, tra cantautorato, intimità analogica e una poesia che abbraccia caos, leggerezza e malinconia. Un viaggio che diventa illustrazione e vive tra le facciate di un prezioso gatefold disegnato a mano dai Cabani Bros, studenti della TheSIGN Comics & Arts Academy di Firenze. 

Le registrazioni sono state fulminee per catturare l’anima di ogni brano nella sua dimensione più autentica. Tutto prende forma in una sola settimana a Torri in Sabina, insieme a Roberto Angelini Andrea “Fish” Pesce. Così nasce “Camaleonte”, dal respiro rarefatto di un arpeggio nato a 2300 metri in Val di Susa a confessioni appena sussurrate, tutto ripreso su un Tascam a quattro piste: musica nuda e autentica, imperfetta, che ricorda alcune produzioni di Elliott Smith John Frusciante, come se le canzoni arrivassero direttamente da un’altra epoca o, forse, più semplicemente, dalle memorie di BIANCO.

Dentro “Camaleonte” ci sono canzoni e momenti strumentali per lasciare spazio anche al silenzio, al respiro, ai luoghi in cui la musica si forma prima ancora di diventare melodia. È un disco che si muove tra ironia e poesia, tra la durezza della vita e la sua bellezza nascosta, tra memoria e trasformazione.

«Il camaleonte è l’immagine perfetta di tutto questo» racconta BIANCO. «un animale che cambia pelle ma resta sempre se stesso. Un essere fragile e mimetico, che osserva il mondo con due occhi indipendenti, capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Forse è proprio quello che provo a fare anch’io, ogni volta che scrivo una canzone.».

“Camaleonte” diventa così la metafora di un percorso artistico e umano: una metamorfosi che non serve a nascondersi, ma a raccontare. Ed è proprio in questa metamorfosi che BIANCO ritrova la sua forma più pura.

A rafforzare il carattere profondamente narrativo e crossmediale del progetto, BIANCO ha collaborato con il regista torinese Mauro Talamonti per il video musicale “Il tempo è un bastardo”, che diventa preludio a un importante appuntamento sul grande schermo. Il prossimo 8 marzo “Camaleonte” accompagnerà le immagini del cortometraggio “Non torna più”, proiettato in anteprima internazionale al Cinema Massimo di Torino, all’interno del Seeyousound Festival. Il progetto tenta di ricostruire la memoria di un anziano artista giapponese che ha scelto di vivere in solitudine in un bosco delle Alpi occidentali, dipingendo e meditando. Dell’uomo restano pochi oggetti, una traccia emotiva, una storia che non può tornare. Ad accompagnare questo viaggio è la musica di BIANCO, che diventa parte integrante del racconto, eco e respiro delle immagini.

«Camaleonte é una delle cose più belle a cui abbia mai partecipato.» scrive Roberto Angelini «È un disco libero, sincero e semplice. La penna (di BIANCO) e la sua voce, costrette all’essenziale, diventano giganti e necessarie. Questa canzone (riferendosi a Il tempo è un bastardo) é un gioiello e insieme a queste immagini di Mauro Talamonti, non mi spaventa usare la parola capolavoro”.».

Questo racconto prenderà vita anche dal vivo con un tour che partirà il 25 marzo da Bologna, casa di Garrincha 373, che continua l’avventura di Garrincha Dischi dopo la scomparsa di Matteo Costa Romagnoli. Sul palco ci saranno Roberto Angelini e Andrea “Fish” Pesce, per una serie di concerti che riprendono lo spirito del disco: essenziali, veri, sempre in trasformazione, sera dopo sera.

CAMALEONTE in tour:

25 mar 2026 Sghetto Bologna

26 mar 2026 Colonne 28 Parma

28 mar 2026 Rebel House Pergola (Pu)

29 mar 2026 Magazzino sul Po Torino

30 mar 2026 Arci Bellezza Milano

18 apr 2026 Sala Vanni Firenze

19 apr 2026 tbc Cesena