Dalle camerette alle classifiche di Spotify: chi sono i talenti che stanno cambiando il nostro panorama sonoro.
La nuova musica italiana, quest’oggi, respira grazie a un equilibrio molto interessante: da un lato lo stimolo del pop più immediato da parte di nomi già molto noti come “Achille Lauro”, dall’altro la scena indipendente di artisti emergenti che sta modificando il modo di intendere ogni genere – pop, rap, cantautorato. Questo mutamento avviene grazie a figure come “Anna e Olly”, “Lamante”, rappresentando un progetto di musica più personale, eterogeneo e sempre meno prevedibile.
Una delle fisionomie più curiose è che la “nuova musica” non combaci
soltanto con il successo radiofonico. Artisti come “Sayf” stimolano attenzione, ché nasce da radici diverse e linguaggi più moderni. Disegni come “La Messa” mettono in luce quanto il panorama italiano sappia ancora stupire con formule nettamente meno consuetudinarie. “Giada”, “Lazaro” e “Francesca Gallo” confermano la vitalità e la freschezza della rete indipendente.
Esistono anche le contaminazioni: alcuni emergenti riutilizzano la tradizione cantautorale e altri si muovono altrimenti in direzione dell’indie-pop e scrittura più diretta/urbana. Possiamo vedere “Nico Arezzo”, “Scozia”, “Emma” e “Santoianni” come marchio che il ricambio generazionale non è più una vana promessa, ma un processo in divenire. Le esposizioni come il “Premio Bindi”, il “MEI” e la “Milano Music Week” forniscono notorietà a questa nuova fase musicale.
Non dimentichiamoci del pop estivo, le hit stagionali rimangono significative, ma con un disclaimer: i tormentoni non sono il solo criterio per interpretare il successo di un artista. Tracce registrate presentate sono più lente e autoriali e sono quelle che possono persistere nel tempo.
La nuova musica italiana, in sintesi, non ricerca l’ascolto imminente, ma vuole lasciare un’impronta più marcata.
Vivacità, ricerca, mercato, imprinting sono le parole chiave. Esattamente da ciò nascono gli artisti più attraenti del momento.Silvia Fiorito.


