C’è un coraggio silenzioso e molto dignitoso nel decidere di tornare alla musica senza annunci altisonanti, lasciando che siano unicamente le canzoni, nella loro forma più nuda, a prendere la parola. Mike Youlend sceglie questa via per presentare “Poco e Niente”, un EP di cinque tracce che interrompe un lungo periodo di stallo creativo. Come ammette lo stesso cantautore con estrema franchezza, non ci troviamo di fronte a un lavoro architettato a tavolino per assecondare il mercato, bensì a una raccolta di urgenze fisiologiche; una fotografia scattata in movimento che cattura sfumature emotive profondamente diverse, tenute insieme solo dall’onestà di chi le ha scritte.
La penna di Youlend si conferma acuta, capace di muoversi con agilità tra registri diametralmente opposti. Il cuore pulsante del disco dal punto di vista lirico risiede senza dubbio in “Angelo Scientificamente Biblico”, una ballad di rara delicatezza che esplora il tema universale ma insidioso della cura all’interno di una relazione. È un brano che colpisce per la sua maturità formale, dove il desiderio umano di salvare chi si ama si arrende gradualmente alla consapevolezza dolorosa dei propri limiti. Ma il cantautore sa anche graffiare. L’anima più classica del cantautorato si contamina con l’attualità in episodi taglienti come “Giorgia Meloni”, in cui il precariato, il senso di vuoto e l’onnipresenza della rete vengono declinati con un’ironia amara che ricorda le migliori derive della canzone di protesta, qui aggiornata al terzo millennio.
La capacità di scandagliare i rapporti umani brilla anche in “Hamilton”, ritratto di un amore imperfetto sostenuto da arrangiamenti curati ma essenziali, che fanno da contraltare alla natura surreale del testo. Se “Mal di Testa” concede un momento di respiro e puro disimpegno – una reazione quasi istintiva alle pressioni esterne – il finale affidato alla title track “Poco e Niente” suona come una vera e propria catarsi. Un saluto malinconico che sigilla un progetto prezioso e autentico, restituendoci un artista finalmente libero dalle aspettative.


