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Con “Temporale”, VTR trasforma la fine di una relazione in un brano che unisce malinconia, energia e voglia di ripartire. Il singolo nasce dall’incontro tra sonorità coinvolgenti e un racconto profondamente personale, arricchito dalle collaborazioni con Mida e Lilcr, che aggiungono sfumature diverse a una storia fatta di emozioni contrastanti. Il risultato è una canzone che parla di dolore senza rinunciare alla luce, dimostrando come anche le esperienze più difficili possano trasformarsi in qualcosa di condivisibile.

In questa intervista VTR racconta la nascita di “Temporale”, il lavoro in studio con gli altri artisti e il messaggio che spera possa arrivare a chi ascolterà il brano.

“Temporale” nasce da un distacco importante. In quale momento avete capito che quel dolore poteva trasformarsi in una canzone invece che restare solo un ricordo?

VTR: Credo che il momento in cui ho capito che quella sensazione poteva diventare musica sia stato proprio il primo giorno in cui sono entrato in studio dopo quel distacco. Avevo tante emozioni dentro e avevo bisogno di trovare un modo per trasformarle in qualcosa di concreto. La musica per me è sempre stata un mezzo per raccontare quello che vivo, e in quel momento lo studio è diventato il luogo in cui riuscivo a dare una forma a un’assenza. “Temporale” è nata quasi spontaneamente, come se quella sensazione avesse già trovato il suo linguaggio.

Nel brano convivono malinconia ed energia. Quanto è difficile raccontare una ferita senza rinunciare alla voglia di far muovere e cantare chi ascolta?

VTR: È una delle parti che mi ha affascinato di più nella creazione del brano. Volevo raccontare un’emozione reale senza però rimanere intrappolato nella tristezza. Anche nei momenti più difficili penso che dentro di noi ci sia sempre una parte che cerca una reazione, un movimento, una nuova energia. “Temporale” nasce proprio da questo contrasto: una malinconia nel testo e nelle melodie, ma una produzione che spinge, che dà voglia di cantare e vivere la canzone.

Questa collaborazione unisce tre identità molto diverse. C’è stato un momento in studio in cui avete capito che le vostre differenze erano proprio la forza del pezzo?

VTR: Sì, penso che la forza del brano sia nata proprio dal fatto che ognuno ha portato una parte della propria identità. Fin dall’inizio avevo immaginato la sensibilità di Mida all’interno di questa canzone, perché sentivo che il suo modo di interpretare le emozioni fosse molto vicino allo spirito del pezzo. Con Lilcr invece c’era la volontà di aggiungere un’altra prospettiva, più rap e più narrativa, capace di dare nuove immagini alla storia. Quando abbiamo unito queste parti abbiamo capito che le differenze non erano un limite, ma il valore aggiunto di “Temporale”.

Se chi ascolterà “Temporale” potesse portarsi a casa una sola emozione dopo l’ultimo ritornello, quale sperate che sia?

VTR: Spero che chi ascolta “Temporale” possa sentire la sensazione di aver attraversato qualcosa e di uscirne con una nuova energia. Vorrei che rimanesse quella sensazione di nostalgia, ma non come qualcosa di negativo: più come il ricordo di un momento importante che, anche se ha fatto male, ci ha lasciato qualcosa. Se alla fine del brano qualcuno si sente compreso e allo stesso tempo ha voglia di cantare, penso che la canzone abbia raggiunto il suo obiettivo.