Venerdì 26 giugno sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali “Standby”, il nuovo singolo del cantautore veneziano Fabio Poli.
Una ballad intensa e cinematografica, scritta e composta dallo stesso artista, che affronta uno dei momenti più delicati dell’esistenza: quel tempo sospeso che segue la fine di un amore, di un’amicizia o il fallimento di un progetto importante.
“Standby” racconta infatti la sensazione di smarrimento che si prova quando tutto sembra essersi fermato. È il momento in cui si accusano i colpi delle proprie sconfitte e non si sa ancora da dove ricominciare. Eppure, nel cuore di quella paralisi emotiva, rimane una piccola luce accesa: la consapevolezza di non essere spenti, ma semplicemente in attesa del momento giusto per ripartire.
«“Standby” nasce da una domanda molto semplice: cosa resta quando perdiamo qualcosa che consideravamo essenziale? È una canzone dedicata a chi si sente fermo, ma non ha ancora rinunciato a ripartire.»
Dal punto di vista musicale, il brano, arrangiato da Paolo Zambon, costruisce un paesaggio sonoro sospeso tra malinconia e tensione. Le atmosfere industriali si intrecciano a batterie elettroniche, chitarre elettriche e a un basso che scandisce costantemente la pulsazione ritmica. A completare il quadro intervengono tastiere estranianti e accordi volutamente dissonanti, che amplificano il senso di isolamento e incertezza evocato dal testo.
«“Standby” è una delle pochissime canzoni che ho composto al pianoforte anziché alla chitarra. Cercavo armonie meno prevedibili e, paradossalmente, l’intuizione decisiva è arrivata da un errore: alla fine del giro armonico ho suonato una nota sbagliata che ha generato una dissonanza inattesa. Quando l’ho sentita, ho capito che era esattamente il colore emotivo che stavo cercando. Quella tensione irrisolta è diventata il cuore dell’atmosfera sospesa e obliqua del brano.»
L’uscita del singolo sarà accompagnata da un videoclip che assume la forma di un vero e proprio cortometraggio. Girato in gran parte in suggestive location abbandonate del territorio veneziano e realizzato con un ampio utilizzo di intelligenza artificiale, è ambientato in un futuro distopico immaginato come l’ultimo giorno di vita sulla Terra. In questo scenario, popolato soltanto da robot e cloni, gli esseri umani tentano una disperata fuga dal pianeta. Una metafora visiva della solitudine interiore e del bisogno di trovare una via d’uscita quando tutto sembra perduto.
Il videoclip (sotto embargo fino al 26 giugno) è visibile sul Canale YouTube “Fabio Poli Official” a questo link: https://youtu.be/Ol2bhoxxko0
«La frase “forse siamo soli, altro che liberi” è il cuore della canzone. Viviamo in un’epoca che ci parla continuamente di libertà, ma spesso quella libertà si trasforma in distanza, incomunicabilità e isolamento. Mi interessava raccontare questa contraddizione.»


