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Con “MalaMilano”, entrato direttamente nella Top 10 della classifica FIMI/GfK dedicata agli album fisici, i MotelNoire firmano uno dei lavori più intensi e identitari della loro carriera. Un disco che nasce dalle periferie, dalle notti insonni, dai sogni infranti e dalla voglia di resistere, trasformando esperienze personali in un racconto generazionale. Abbiamo parlato con la band di Milano, verità, autenticità e del significato di continuare a credere nella musica dopo oltre venticinque anni di percorso.

“MalaMilano” sembra il diario di chi è cresciuto troppo in fretta. C’è stato un momento in cui avete capito che quelle storie personali potevano diventare il racconto di un’intera generazione?

All’inizio stavamo semplicemente raccontando le nostre cicatrici. Poi ci siamo accorti che, dopo ogni concerto, qualcuno ci diceva: “Questa canzone parla di me”. È stato lì che abbiamo capito che quelle notti, quelle cadute e quelle rincorse non appartenevano solo ai MotelNoire. Sono frammenti di una generazione cresciuta tra sogni enormi e realtà molto più dure di quelle che si possono raccontare…

Nel disco non cercate colpe né redenzione, ma fotografate la realtà senza filtri. Oggi è più difficile raccontare la verità o accettarla?

Credo sia più difficile accettarla anche se non è assolutamente facile, ma crescendo devi fare i conti con la realtà guardarti allo specchio senza alibi. Raccontare la verità è quasi un atto istintivo per chi scrive musica. Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente a costruire immagini perfette, mentre noi preferiamo raccontare le crepe. Perché è proprio da lì che passa la luce.

Milano è quasi un personaggio dell’album: cosa vi ha dato e cosa vi ha tolto questa città in tutti questi anni di musica e vita?

Milano ci ha dato tutto quello che poteva dare: opportunità, incontri, sogni e anche schiaffi. È una città che ti accoglie e ti mette alla prova ogni giorno. Ci ha insegnato a correre, a resistere e a non dare nulla per scontato. Ma ci ha anche tolto leggerezza, sonno e qualche illusione. Forse per questo la amiamo e la combattiamo allo stesso tempo: è una relazione complicata, come tutte quelle vere.

Dopo oltre venticinque anni di percorso e una Top 10 FIMI conquistata, cosa significa per i MotelNoire continuare ad andare controcorrente e crederci ancora?

Significa continuare a salire sul palco con la stessa fame di quando suonavamo davanti a poche persone e nessuno sapeva chi fossimo. La Top 10 è stata una soddisfazione enorme, ma non è il traguardo, è solo l’inizio di un lungo percorso e fatica che affrontiamo con tutta l’umiltà. La musica ci ha insegnato che il valore di una band non si misura solo nei numeri, ma nella capacità di restare autentica quando sarebbe più facile adeguarsi ma soprattutto restare uniti come una famiglia. Andare controcorrente oggi significa difendere la propria identità, continuare a dire quello che pensiamo e trasformare ogni canzone in un pezzo di verità. Finché avremo qualcosa da raccontare, continueremo a farlo fino a che avremo voce.