Giunge alla ventiduesima edizione Lugocontemporanea, la rassegna multidisciplinare che si svolge a Lugo di Romagna e che -come il suo stesso nome vorrebbe suggerire- pone attenzione sulle istanze del nostro tempo. Ogni anno la direzione artistica del festival offre alle personalità invitate e al pubblico presente un tema, uno spunto da elaborare e di riflessione; il tema di Lugocontemporanea 2026 è SUMUD (صُمُود), termine arabo di complessa traduzione per noi occidentali anche per una profonda densità semantica.
In proposito Monia Ovadia, uno tra gli autorevoli protagonisti in programma ci dice: « _Onore al festival che pone al proprio centro una parola che abbiamo imparato recentemente, una parola che non faceva parte della nostra lingua e che invece, d’ora in avanti, ne farà parte: Sumud. Una parola che potremmo tradurre con resistenza, impegno a resistere, una parola palestinese.»
Derivato dal verbo Samada, “resistere” ma anche “prendere”, il Sumud racchiude una tensione tra passività e azione; una pratica di resistenza attiva, non violenta e non armata fondata sulla permanenza e sull’abitare. Traducibile inoltre in “fermezza”, “perseveranza”, Sumud supera la nozione di resilienza e implica un agire consapevole e vitale; indica la determinazione a rimanere sulla propria terra opponendosi alla sottomissione attraverso la continuità della vita quotidiana.
Fermo restando prioritaria l’attenzione dell’umanità in merito alla secolare questione israelo-palestinese, così come alla relativa paradigmatica passività della maggior parte dei governi del globo rispetto al genocidio di Gaza oramai giunto a totale compimento, Sumud amplia le accezioni di senso e si estende a ogni latitudine del nostro pianeta.
In un mondo segnato da conflitti, oppressione, inequità e marginalizzazione, tale concetto richiama a un’urgenza, alla necessità di riconsiderare tutti una nuova postura etico-politica; continua Ovadia: «Aprire un centro culturale è un atto di resistenza, vivere a oltranza è un atto di resistenza, amare è un atto di resistenza, non perdere mai la propria dignità anche nelle condizioni più atroci è un atto di resistenza. Da questo punto di vista, la sumud del popolo palestinese è un esempio per tutti noi. In questi tempi, tutte le persone giuste, cioè quelle che riconoscono nell’altro il proprio simile, il proprio fratello, dovrebbero sentirsi palestinesi e con i loro mezzi, nelle loro condizioni, tutti gli uomini giusti dovrebbero mettere in campo la loro sumud quotidiana per liberare il popolo palestinese, per restituirlo alla sua terra, per dargli tutti i diritti, primo fra i quali il diritto all’autodeterminazione. Dobbiamo impegnarci per sentirci palestinesi e comportarci da palestinesi: non cedere mai all’indicibile brutalità del sionista che mostra in sé stesso la perdita dell’umano e rivela una ferocia che sfarina completamente il senso prima dell’umanità, la solidarietà con cui soffre, la solidarietà con chi si trova in disagio, il sentimento di protezione per coloro che sono fragili e deboli. Se non questo, cos’altro è l’umanità? Allora imbracciamo tutti, come se fossi un’arma di pace e di liberazione, questa parola: sumud.»
Come di consueto Il tema del titolo viene declinato attraverso la Musica, con gli spettacoli di Jeff Mills, del gruppo Fusaifusa, Ciuma con la danzatrice Giulia Frattini e E.C.G. Disputa, attraverso l’Arte visiva, con la mostra fotografica Satellite di Giammarco Missiroli e Axel Babini, e gli incontri, con Ultimo Giorno di Gaza con Paola Caridi, Micaela Frulli e Yousef Hamdouna, La Vita Che Brucia, con Edoardo Camurri e Massimiliano Morini, e infine la conferenza di Moni Ovadia.
Lugocontemporanea è un’Associazione Culturale senza fini di lucro fondata da John De Leo, Nicola Franco Ranieri e Monia Mosconi. L’omonima Rassegna estiva si tiene da ventidue anni nel centro storico di Lugo di Romagna (RA) tra fine giugno e luglio.
Fin dagli albori, la peculiarità di Lugocontemporanea è quella di assumere la Musica come punto d’osservazione attraverso il quale gettare un ampio sguardo in tutte le direzioni e gli ambiti artistici del contemporaneo. Durante la rassegna, prendono vita originali forme d’arte multidisciplinari che giustappongono musica e teatro, musica e gesto corporeo, musica e arti visive, musica e spazio (installazioni sonore). Dal 2005 a oggi la rassegna ha ospitato numerosi artisti emergenti accanto a nomi di rilevanza nazionale e internazionale, i quali hanno liberamente interpretato il tema di ogni edizione realizzando sempre produzioni inedite e inattese. Alcune di queste nostre produzioni hanno vinto concorsi artistici nonché partecipato ad altre rassegne sia nazionali sia internazionali.
Fra i tanti nomi ricordiamo: Cuong Vu, Gianluca Petrella, Societas Raffaello Sanzio, Howie Gelb, Maurizio Giammarco, Gianluigi Toccafondo, Simone Massi, Fred Frith, Giorgio Rossi, Stefano Benni, Philip Corner, Tristan Honsinger, Franco D’Andrea, Hamid Drake, Alvin Curran, Fabrizio Ottaviucci, Médéric Collignon, Joëlle Léandre, Uri Caine, Han Bennink, Peppe Barra, Romeo Castellucci, Claudia Castellucci, Silvia Calderoni, Bill Frisell, Steve Coleman, Lietta Manganelli, Carlo Lucarelli, Enrico Ghezzi, Mariangela Gualtieri, Stefano Zenni, Giorgio Zanchini, Chiara Guidi, Ermanno Cavazzoni, Sandro Cappelletto, Adrian Fartade, Andrea Serio, Mike Stern e Kula Shaker.
La rassegna da sempre si distingue per attenzione artistica, sociale ed etica negli intenti; naturale quindi il sodalizio con le associazioni Emergency, Greenpeace. Nel 2016 l’Associazione è stata premiata con il riconoscimento di UNESCO GIOVANI:
« […] per l’impegno attivo sul territorio dimostrato con il festival Lugocontemporanea che dal 2005 offre alla cittadinanza occasioni importanti di fruizione culturale ».
Il progetto 22.Lugocontemporanea.26 ideato e organizzato dall’Associazione Lugocontemporanea è realizzato in collaborazione con il Comune di Lugo, la Fondazione Teatro Rossini, la Fondazione Ravenna Manifestazioni (Ravenna Festival), la Regione Emilia Romagna, Arci Ravenna, Combo Jazz Club e EducAid.


