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Dentro questo nuovo disco dal titolo “Qualcosa in più” sembra rendere manifesto che c’è altro oltre l’estetica. BRAFF prende strutture e si muove dentro soluzioni assai classiche ma comunque mai scontate, il beat di sobborghi metropolitani si muove come ci si aspetterebbe dal manuale… eppure sopra vengono adagiate liriche più mere barre metriche. Liriche che molto cercano nella parola l’impegno di fotografare la memoria, la propria vita, le radici ma anche la contemporaneità, l’incavo delle assurdità sociali dentro cui siamo immersi. È un disco ampio, lisergico dentro i suoi skit che fanno da ponte, pop quando sceglie melodie morbide e ben dosate per il pubblico di tutti i giorni…

C’è tanto cinema dentro questo disco. Non solo citazioni in atmosfere e modi… ma anche di copioni inventati…

Sono contento che si sia colta questa cosa, è un disco di storie autobiografiche, ma anche ispirate dalla vita di altri e inventate. il cinema per eccellenza è il luogo e il mezzo per raccontarle, quindi si è cercato di prendere spunto da li. Stiamo girando anche un video dal taglio molto cinematografico del brano  “Chi ha ucciso David Schulz?” insieme alla regista Stefania Carbonara, abbiamo preso come reference proprio i grandi thriller psicologici. E’ stata un’esperienza molto bella stare sul set, preparare i materiali e le location e sviluppare il copione di questo “film rappato”.

E qui il rimando all’attore Andrea Amoroso, ma anche ai contributi esterni e mi riferisco anche a Bruno Pizzul: cose da “vedere” prima ancora che sentire… vero?

Si, È un bello spunto, penso/spero che ascoltando, uno possa anche immaginare o vedere o rivivere determinate scene raccontate nei brani. Anche il titolo voleva rimandare a un dare qualcosa in più all’ascoltatore, anche nelle scelte stilistiche fatte, qualcosa che potesse sorprendere ed essere un po’ diverso, non forzando questa cosa, ma come esito del  flusso creativo

E penso che la traccia 7, lo skit sul Club Silencio sia davvero un punto chiave in merito alla potenza cinematica di questo suono Penso sia la traccia più visionaria del disco… cosa ne pensi?

Si, la doppietta traccia 6 Chi ha Ucciso David Schulz e la traccia 7 del Club Silencio, dovevano stare vicine e connesse e se uno è appassionato di un certo tipo di cinema e di suono penso si possa divertire 🙂 Sono d’accordo, sono due tracce speciali e infatti abbiamo girato il video per dargli maggiore rilevanza anche visiva, perchè si meritavano di essere anche viste, come dicevi prima

E poi da dove arriva…? Cosa accadeva al “club silenzio” di Mulholland Drive?

Il disco è un monito a non fermarsi alle apparenze, ai giudizi superficiali, alle frasi fatte, la realtà e le persone sono complesse, quindi dopo l’esercizio di stile con il brano su David Schulz che è appunto una storia che ha dei colpi di scena e nulla è come sembra, mi piaceva l’idea di riprendere nella traccia dopo con il sample scelto nella skit del Club Silencio alcune parti sonore di Mulholland drive, che era un reference sia a livello narrativo per il brano che a livello di sonorità per le atmosfere che crea Angelo Badalamenti. Senza spoilerare ne il pezzo ne il film, il club silencio è un po’ un momento di svolta, dove la verità inizia a venire a galla e lo spettatore è un po’ stordito perchè non riesce a dare un senso subito a quello che ha assistito, si sente ingannato. E dopo un pezzo come  Schulz, volevo citare e ricreare quella atmosfera: anche a livello di senso del disco, dopo il club silencio ci sono i pezzi che rimandano ad una vita più semplice ed autentica, come a dire che forse stiamo vivendo un grande inganno collettivo ai giorni nostri, e forse la bellezza e la felicità si può trovare altrove o anche altrove.

Posso dirti che c’è poca Italia in riferimento al beatmaking e ai suoni? Davvero pochissima… dunque le tue radici? Forse ad eccezione di “Estate a Rivello”…

Estate a rivello forse ti da quest’impressione perchè ha anche dei campioni del pezzo originale di Ettore guarino degli anni 80, anche se alcuni mi hanno detto che suona anche molto west Coast, e mi sono gasato, secondo me desso e dematteis han fatto una super produzione! Mi sembra sia l’unico pezzo che abbia dei sample italiani, tutti gli altri arrivano da altre parti del mondo quindi forse la base di partenza ha poi portato da altre parti. Anche le reference che io ho dato a desso e dematteis erano per lo più pezzi americani. Io sono molto fan del rap italiano per quanto riguarda la scrittura e l’attitudine al microfono di molti artisti, ad esempio marracash e dargen d’amico mi piacciono tantissimo a livello di scrittura, molto meno per la scelta dei suoni e delle strumentali, forse per quello attingo più all’estero, anche se il mio idolo e modello per le produzioni è DJ Shocca, che si rifà comunque alla scuola newyorkese.