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Si è appena concluso il tour che ha unito gli AcidSitter (tra Polonia e Giappone) e gli Sharasad (Italia), un viaggio europeo capace di attraversare diverse realtà musicali e mettere in connessione alcune delle scene più vive del momento. Un percorso indipendente che, nel corso di maggio, ha toccato Italia, Repubblica Ceca e Polonia, all’insegna della psichedelia contemporanea.

Le due band condividono una visione comune del genere, pur partendo da linguaggi differenti, con l’intento di costruire una convergenza estetica autentica e spontanea.

 

Gli AcidSitter esplorano una dimensione sonora più fisica e primordiale, fatta di nastri, saturazioni, ripetizioni e stati di trance, in continuo dialogo con l’eredità della fine degli anni ‘60. Il loro secondo album, Escape From Egoland (Interstellar Smoke Records, 2025) prodotto da Maciej Cieślak (Ścianka), si presenta come un vero manifesto: un rifiuto delle produzioni troppo levigate a favore di un’espressione più grezza, istintiva e materica.

 

Gli Sharasad, invece, lavorano su stratificazione e immaginazione: Tales from the Rabbit Hole (Overdub Recordings/Universal) è un disco che si muove tra narrazione e costruzione di atmosfere, sconfinando in derive stoner e influenze british, mantenendo sempre una forte tensione emotiva. Dal vivo, il loro set si trasforma in un’esperienza immersiva, dove il suono diventa racconto e paesaggio.

 

Insieme, le due band danno vita a un dialogo che non è solo musicale ma anche culturale, attraversando linguaggi e sensibilità diverse. Il tour riflette così la natura fluida e transnazionale della scena underground europea, sviluppandosi al di fuori dei circuiti mainstream ma conservando intatta la sua urgenza espressiva.

Abbiamo rivolto alcune domande alle due band per approfondire quest’esperienza

  • Questo tour ha un’atmosfera molto DIY e indipendente. Com’è nata concretamente l’idea di questo tour? Cosa significa oggi, sia dal punto di vista pratico che artistico, organizzare un tour del genere in Europa? C’è stato un momento preciso in cui avete sentito il bisogno di condividere il palco insieme?

 

Sharasad : L’idea è nata in maniera molto spontanea, dopo esserci conosciuti successivamente ad una data degli AcidSitter nella nostra città, Modena, abbiamo pranzato insieme e davanti ad un piatto di tortelloni siamo andati subito d’accordo ed è nato tutto naturalmente. Il vero collante è stata la nostra manager, Laura, che ha fatto il lavoro concreto, noi ci siamo limitati a preparare lo show al meglio, tutto il lavoro logistico e organizzativo è stato fatto da lei.

 

Tetsuya, AcidSitter : Il pranzo (e il Lambrusco) erano così deliziosi. Laura ha lavorato tantissimo. Guardarla mi ha fatto sentire un po’ geloso; ho pensato che le nostre vite sarebbero molto più facili se avessimo una manager come lei!

  • In che modo viaggiare insieme influenza l’esperienza dal vivo e il rapporto tra le band? C’è uno show o un momento del tour che vi è rimasto particolarmente impresso?

 

Sharasad : Per noi essendo stata la prima volta, gli AcidSitter sono stati un esempio di come va vissuta la vita in tour; l’ultima data insieme a Cracovia è stata sicuramente l’emblema di tutto, un bellissimo doppio concerto sold out; il saluto finale è stato molto emozionante.

 

Tetsuya, AcidSitter : Mi hanno anche ricordato quanta gioia e quanta magia possa portare andare in tour. Mi hanno invitato a suonare la chitarra con loro per la canzone “Odysseus” a Gdynia e Cracovia, ed è stato davvero divertentissimo. La canzone di addio che ci hanno cantato a Cracovia continua a risuonarmi in testa senza sosta, ancora adesso a distanza di qualche giorno, e mi ritrovo a canticchiarla senza nemmeno accorgermene. Ci siamo divertiti davvero tantissimo. Sono sinceramente grato a tutti coloro che hanno fatto parte di questo tour.

  • Oggi la psichedelia sembra riguardare meno la nostalgia e più la trasformazione. Che cosa significa per voi “psichedelico” nel 2026?

 

Sharasad : Più che un genere musicale è un approccio, un modo di concepire e vivere la musica a tutto tondo, senza confini e cercando di esplorare sempre di più i suoni e le sensazioni.

  • Anche se i vostri linguaggi musicali sono diversi, tra le vostre band c’è una forte connessione atmosferica. Che cosa riconoscete nella musica gli uni degli altri? Quanto della vostra esibizione live è pianificato e quanto invece è istintivo?

 

Sharasad : La cosa che più ci accomuna è l’immaginario a cui puntiamo, cercando di portare l’ascoltatore in un’altra dimensione; inoltre pensiamo che la coesione e la solidità sul palco sia un altro importante punto in comune.

La nostra scaletta viene decisa il giorno stesso in base alle nostre sensazioni riguardo il locale in cui avremmo dovuto suonare, ma poi sul palco siamo più guidati da istinto e adrenalina.

 

Tetsuya, AcidSitter : Quando ero in Giappone, ci sedevamo sempre insieme a discutere la scaletta prima di ogni concerto. Vedere gli Sharasad fare esattamente la stessa cosa mi ha fatto sentire molto nostalgico.

  • Dopo aver condiviso il palco in diversi paesi, questo tour ha cambiato in qualche modo la percezione della vostra musica e del vostro modo di stare sul palco?

 

Sharasad : Abbiamo acquisito tanta consapevolezza ed è stato un allenamento molto intensivo;

Ci sentiamo sicuramente molto più pronti e sicuri ora.

  • Secondo voi esiste ancora una scena underground europea condivisa, oppure ormai tutto si è frammentato in micro-scene locali?

 

Sharasad : Per quello che abbiamo vissuto noi, c’è un fil rouge che collega tutte le persone che cercano di vivere ancora l’underground, abbiamo vissuto questa cosa in qualunque posto abbiamo suonato, anche quando il pubblico non era numeroso; vivendo questa esperienza all’estero non possiamo che confermarlo; anzi questa ricerca che diventa quasi necessità l’abbiamo percepita ancora di più a Praga e in Polonia.

  • Cosa dobbiamo aspettarci dopo questo tour? Vi piacerebbe portare questa esperienza anche in altre città europee? Se sì, cambiereste qualcosa?

 

Sharasad : Dopo questo tour vorremmo un attimo rallentare con i live e cercare di scrivere qualcosa di nuovo; Per l’anno prossimo però ci piacerebbe tornare in giro per l’Europa, magari proponendo proprio qualche canzone nuova. 

Questa esperienza è stata incredibile, probabilmente non vorremmo cambiare niente.

Torneremmo volentieri in Polonia perché abbiamo ricevuto un’accoglienza oltre le nostre aspettative, ma sarebbe anche curioso sperimentare qualche paese nuovo.


AcidSitter, Sharasad & Laura (manager Sharasad)