Si siamo fatti raccontare l’evoluzione del legame tra musica e videogiochi da due esperte del settore per capire i motivi di questo successo e quali saranno le nuove frontiere dell’intrattenimento.
Il confine tra ciò che ascoltiamo e ciò che giochiamo si è fatto sempre più sottile. Così come il confine tra musica e gioco, due mondi distanti ma stretti in un rapporto sempre più forte.
Per capire come la musica sia passata da semplice sottofondo a colonna portante dell’esperienza videoludica, abbiamo incontrato due esperte del settore, Natalia Chiaravalloti e Silvia Urso della redazione di Giochi di Slots, che ci hanno spiegato innanzitutto come siano cambiati i videogiochi ispirati al mondo della musica. “Inizialmente avevamo titoli che simulavano l’esecuzione musicale, come i leggendari Guitar Hero o Rock Band, che hanno permesso a milioni di persone di sentirsi rockstar nel proprio salotto. Oggi, però, l’approccio è più profondo e autoriale. Pensiamo a capolavori come Sayonara Wild Hearts, un vero e proprio album pop giocabile, o a titoli come Hi-Fi RUSH, dove l’intero mondo di gioco si muove a tempo di musica. In questi casi, la musica non è un accessorio: è il motore fisico e logico dell’azione. Se non segui il ritmo, non puoi vincere. È un’evoluzione che trasforma il giocatore da spettatore a co-esecutore della colonna sonora”, ci racconta Silvia Urso.
Un rapporto fatto di contaminazioni, dove emerge in maniera netta un settore inaspettato: quello del gambling. “È un passaggio interessante e spesso sottovalutato – sottolinea Natalia Chiaravalloti di Giochidislots. Nel segmento del gambling online, la componente sonora ha smesso di essere un loop ripetitivo per diventare un elemento di brand identity e coinvolgimento. Molte software house hanno stretto poi accordi con band storiche per creare slot machine a tema: pensiamo ai titoli dedicati ai Guns N’ Roses, ai Motörhead o a Jimi Hendrix, dove l’esperienza di gioco è scandita dai loro successi più famosi”. Anche in questo caso la musica svolge quindi una doppia funzione: da un lato crea un’atmosfera familiare che aumenta la fidelizzazione del giocatore, dall’altro eleva la qualità produttiva del prodotto, trasformando una semplice sessione alle slot in un piccolo evento multimediale. “Il ritmo dei rulli spesso si sincronizza con i beat della traccia audio, creando un flusso ipnotico che è tipico sia del gaming che della produzione musicale moderna. Il gambling, in questo senso, ha capito prima di altri che il coinvolgimento emotivo passa inevitabilmente per l’udito”, continua Chiaravalloti.
Ovviamente il rapporto funziona bene tanto a livello commerciale quanto a quello psicologico. E il segreto è tutto qui: nel ritmo. “Entrambi si basano su pattern, ripetizioni e variazioni – conclude l’esperta di Giochi di Slots – Quando un giocatore riesce a coordinare i propri riflessi con un beat, entra in quello che gli psicologi chiamano “stato di flow”, una condizione di massima concentrazione e gratificazione. Inoltre, la musica è il veicolo più potente per la memoria emotiva. Un videogioco con una colonna sonora iconica resta impresso per decenni”. Pensate ai videogiochi della vostra infanzia o della vostra adolescenza: siamo sicuri che vi ricorderete anche le loro colonne sonore. “Commercialmente, poi, il cross-over è una miniera d’oro: i concerti all’interno di piattaforme come Fortnite o Roblox hanno dimostrato che il videogioco è diventato il nuovo palcoscenico globale”.
Eccoli, insomma, i segreti di questo legame. Un rapporto che funziona a più livelli. E che fa la fortuna sia del gaming che della musica.


