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OCTAER: “Serve una robinhoodizzazione della cultura in Emilia-Romagna”

OCTAER: OSSERVATORIO PER LA CULTURA, IL TURISMO E L’AUDIOVISIVO IN EMILIA-ROMAGNA lancia il modello della “cultura dilagante”: più spazio a piccoli comuni, piccoli eventi e pubblico popolare. Alfano: “La cultura non può diventare un lusso geografico ed economico”

“Se per vedere un concerto, uno spettacolo o un festival bisogna fare due ore di macchina, spendere 80 euro, vivere vicino a una grande città o gravitare sempre attorno alle stesse grandi strutture istituzionali e ai soliti circuiti culturalmente benvoluti, allora non stiamo più parlando di diffusione culturale. Stiamo parlando di concentrazione culturale.”

Con questa dichiarazione volutamente provocatoria il presidente di OCTAER Rosario Alfano lancia quella che definisce una delle missioni strategiche dell’Osservatorio Cultura, Turismo e Audiovisivo Emilia-Romagna: una “robinhoodizzazione della cultura”.

L’obiettivo? Riportare attenzione, opportunità e possibilità culturali anche verso piccoli comuni, piccoli teatri, piccole organizzazioni, spazi indipendenti e soprattutto verso quel pubblico che oggi rischia di essere espulso economicamente dai grandi circuiti dello spettacolo e dell’intrattenimento.

Il tema sarà uno dei punti centrali dell’incontro “OCTAER a EUFONICA – Networking, professionisti e progettazione condivisa”, in programma il 15 maggio dalle ore 15:00 alle 16:30 presso il Palco Silent Arancio – Padiglione 33 di EUFONICA.

L’evento servirà a presentare pubblicamente l’ecosistema operativo OCTAER, le attività previste per il 2026–2027 e il nuovo modello della cosiddetta “cultura dilagante”, davanti a operatori culturali, imprese creative, enti pubblici, festival, teatri, produzioni audiovisive, professionisti e giovani profili in formazione.

A pochi giorni dall’appuntamento risultano già 43 partecipanti prenotati su 50 posti disponibili, con adesioni provenienti da realtà culturali, artistiche, audiovisive e istituzionali di tutta l’Emilia-Romagna e non solo.

Secondo OCTAER, negli ultimi anni il sistema culturale italiano ed emiliano-romagnolo ha progressivamente concentrato risorse, attenzione mediatica e investimenti dentro pochi grandi hub urbani e grandi eventi.

Il risultato, secondo il Centro Studi, è sotto gli occhi di tutti:
piccoli festival in difficoltà, spazi culturali che chiudono, associazioni che sopravvivono grazie al volontariato, province sempre meno centrali nelle politiche culturali e una partecipazione popolare sempre più selezionata dal reddito.

“La cultura non può diventare una materia per chi vive vicino ai grandi centri o per chi può permettersi determinati costi”, sostiene Alfano. “Una regione culturalmente forte non è quella che illumina soltanto pochi grandi palchi. È quella in cui la cultura continua a circolare anche nei territori più piccoli.”

Da qui nasce il concetto di “cultura dilagante”: una cultura che esce dai recinti tradizionali e torna a diffondersi nei borghi, nelle periferie, nei club indipendenti, nei piccoli teatri, nelle biblioteche, nelle scuole di musica, nelle rassegne locali e nelle reti territoriali.

Una proposta che si colloca in modo dichiaratamente controcorrente rispetto a molte dinamiche degli ultimi anni, caratterizzate da una crescente polarizzazione verso grandi attrattori culturali e grandi concentrazioni economiche.

Dietro questa visione c’è il lavoro del Comitato Tecnico-Scientifico di OCTAER, che riunisce figure provenienti dal mondo della musica, del cinema, della televisione, della sociologia, della progettazione culturale, delle politiche pubbliche e dell’innovazione.

Ne fanno parte, tra gli altri, Marcello Corvino, Elisa Mereghetti, Giordano Sangiorgi, Claudio Gubitosi, Rebecca Bottoni, Massimo Bonelli, Dino Dall’Aglio, Carlo Gorla, Patrizio Bianchi, Giorgio Triani, Mirco Besutti, Carla Campanini, Aldo Monti, Carlo Terrosi, Giuseppe Di Florio, Alfonso Scafuro, Marco Carone e Matteo Pompili.

Durante l’incontro del 15 maggio verranno inoltre presentati:

  • i gruppi di lavoro OCTA-EUR dedicati all’europrogettazione condivisa;
  • le attività della rete OCTAER per il 2026–2027;
  • i giovani profili in formazione Event Manager Junior e Storyteller Engagement Young Adult;
  • le opportunità di collaborazione, stage e networking tra operatori e professionisti della filiera;
  • la nuova Card Convenzioni OCTAER dedicata a servizi e agevolazioni per cultura, eventi, turismo e audiovisivo.

Per OCTAER il punto centrale non è aprire una guerra contro i grandi eventi o le grandi istituzioni culturali. Il problema, sostengono dall’Osservatorio, nasce quando tutto il resto smette progressivamente di esistere.

“Quando chiude un piccolo spazio culturale”, conclude Alfano, “non perdiamo soltanto uno spettacolo. Perdiamo un pezzo di comunità.”