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Ora che hai tutto è il nuovo video di Odorico Del Corso: una dichiarazione lineare, quasi una constatazione di equilibrio raggiunto, ma nel corso dell’ascolto si trasforma in qualcosa di più ambiguo, fino a rivelare una frattura tra ciò che si possiede e ciò che si è perso. Il nuovo singolo del cantautore lombardo si colloca in questo spazio sottile, evitando semplificazioni e lasciando emergere una complessità che non ha bisogno di essere enfatizzata.

L’approccio resta coerente con una scrittura che privilegia la sottrazione. Le parole sono selezionate, calibrate, costruite per restare. Questo lavoro sul linguaggio non è un esercizio stilistico, ma una necessità espressiva. Ridurre significa anche evitare sovrapposizioni, permettere a ogni elemento di trovare il proprio peso specifico all’interno del brano. In questo senso, Ora che hai tutto si muove con precisione, lasciando spazio a chi ascolta senza guidarlo in modo rigido.

Un altro aspetto rilevante riguarda la scelta di evitare un tono accusatorio. Il brano non costruisce contrapposizioni nette, né individua responsabilità univoche. Al contrario, mette in scena una presa di coscienza che riguarda più livelli, suggerendo che le dinamiche relazionali siano spesso complesse e stratificate. Questa prospettiva permette di mantenere il racconto aperto, senza chiuderlo in una lettura definitiva.

Il titolo è diretto e quasi provocatorio: come è nato?
Mi piaceva l’idea di una frase che sembrasse quasi una conquista, ma che dentro nascondesse un vuoto. È un titolo che cambia significato mentre ascolti la canzone.

Il brano evita il tono accusatorio: è stata una scelta consapevole?
Sì. Non volevo puntare il dito contro qualcuno. Mi interessava raccontare una presa di coscienza, perché spesso nelle storie le responsabilità sono condivise o comunque più complesse di come appaiono.

La scrittura sembra molto attenta al peso delle parole: come lavori sui testi?
Tolgo molto più di quanto aggiungo. Cerco parole semplici ma necessarie, che restino addosso senza bisogno di spiegarsi troppo.

Il video racconta una storia quotidiana: quanto è importante la dimensione ordinaria?
Molto. Le grandi emozioni accadono quasi sempre dentro scene normalissime. È proprio lì che spesso ci giochiamo tutto.

Gli elementi naturali del video che funzione hanno?
Rappresentano il tempo, il cambiamento e il fatto che la vita continua anche mentre noi restiamo fermi nei ricordi.

Cosa speri arrivi a chi ascolta il brano?
Spero lasci una domanda: sto riconoscendo il valore di ciò che ho oggi, oppure me ne accorgerò solo quando sarà tardi?