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Dentro “Corso Cavallotti 28” la distorsione che incide anche sull’intelligibilità è di casa. Si pensi proprio all’inizio… si ascolti proprio “Fuoco cammina con me”, quasi destabilizzante… che gioca spesso anche con le dinamiche, i suoni, le varie soluzioni… le saturazioni che scorgo anche dentro la sezione di drumming di “Metodo”… il punk nelle reminiscenze e il post rock di “Torna a casa Lessie”… per chiudere nella sintesi acustica di un brano title track che ci sospende in un “non-luogo” dove dimenticarci del mondo… Pit Coccato è così che mi sembra tornare in scena, con un EP disturbante e volutamente fuori cliché. Daniele Celona poi è una firma che nella produzione artistica fa sentire il suo peso…

Un disco nato e cresciuto a Corso Cavallotti 28… in qualche modo questo disco è frutto di una certa solitudine?

sì, una solitudine che tutti sperimentiamo nei momenti più insospettabili dell’anno. Una solitudine che si genera a partire dalla paranoia di stare troppo tempo in casa, ombre che sembrano terrificanti all’interno di 4 mura spesso si sciolgono appena si mette piede fuori dalla porta di casa. Quando si è costretti a pensare, non è detto che i pensieri siano per forza costruttivi.

Anche il suono… in studio poi quanto l’hai lasciato “casalingo”?

In tutti i dischi che ho fatto la produzione è una cosa di cui mi occupo al 100%, per cui le demo le arrangio suonando tutto io tra casa e la mia sala prove (una seconda casa, una residenza vacanziera). in questo modo il suono che ne esce è secondo me molto personale.

Quando poi si va in studio a registrare tutte le demo il suono si modifica nei caratteri più superficiali, ma l’identità rimane molto fedele a ciò che ho fatto in “Corso Cavallotti 28”.

Che tempo viviamo secondo te? Io personalmente vedo sempre meno gente “centrata” mentalmente… non so cosa ne pensi e non so quanto poi riesci a rintracciarlo nella musica che gira intorno… (cit.)

Questo disco in particolare è dedicato proprio alle persone “poco centrate”, le persone che subiscono pressioni forti dal mondo esterno, o persone che fanno fatica con le proprie piccole battaglie quotidiane. In tante (tante si fa per dire) persone mi hanno scritto che questi brani li hanno toccati nel profondo, nelle ferite più nascoste, facendoli sentire meno soli. Questo mi rende molto contento perché questo lavoro è dedicato a chi sanguina, la maggioranza di noi.

Usciti di casa… i brani hanno subito una qualche forma di “modifica”?

Come anticipato nella domanda precedente è inevitabile che uno studio di registrazione non “contamini” il lavoro finale, è una cosa che calcolo anche quando produco. Ma devo dire che una volta usciti di casa ciò che è stato scritto viene difficilmente cambiato. L’unica eccezione è stata “Torna a Casa Lassie” su cui è stato fatto un lavoro di miglioramento del testo in extremis la notte prima di registrarla, anche questo fa parte della commedia che si vive quando si incide.

Un Ep che corre dritto verso…?

Il mio piano è di accorpare a questo ep di 5 tracce un altro ep di 4, così che questi due lavori compongano i due lati un LP più completo da stampare su vinile. Sono già a buon punto della scrittura del nuovo ep, ma non voglio chiudere di fretta il lavoro preso dall’entusiasmo di “Corso Cavallotti 28”.