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Dentro Malelingue c’è una tensione che si costruisce lentamente, come una ferita che prende voce. Il brano di Alessandra Ponente, tratto dall’album Riavuli, si muove tra intimità e forza espressiva, in un equilibrio fatto di crescendo sonori, strumenti che dialogano e una scrittura che sembra respirare dentro la musica. In questa intervista Alessandra racconta la genesi di un brano viscerale e tagliente, nato dalla complicità artistica e trasformato in un racconto sonoro denso di tensione e malinconia.

“Malelingue” ha un andamento emotivo in crescendo molto forte: come avete costruito questa tensione sonora?

“Tutti i brani del mio album Riavuli, incluso Malelingue, sono nati insieme a Gaetano Mirabella.

Io scrivo testi e melodie, mentre Gaetano, oltre ad essere il chitarrista del mio progetto, è il coautore delle musiche. All’inizio era solo chitarra, corde, suono e intenzioni, poi in studio tutto ha preso forma, percussioni, fisarmonica, dettagli che si sono intrecciati al testo costruendo piano piano la tensione sonora di Malelingue, un vero e proprio attento lavoro di composizione sonora che dà vita appunto a questo crescendo.”

Il dialogo tra chitarra e fisarmonica è centrale: che ruolo hanno avuto nel definire l’identità del brano?

“Sia la chitarra che la fisarmonica hanno vissuto ogni parola di Malelingue, hanno dialogato tra loro, respirando insieme dentro il testo, dentro la storia, in modo naturale e profondo.”

Quanto ha inciso il lavoro con Giovanni Parrinello e Riccardo Piparo nel dare nuova forma al pezzo?

“Giovanni e Riccardo sono due pilastri del progetto.

Giovanni oltre a suonare le percussioni, ha curato la produzione artistica di Malelingue.

Riccardo con la sua sensibilità e il suo modo unico di lavorare ha portato dentro il brano una magia speciale, nel mixing sonoro in crescendo c’è anche il suo tocco.”

Rispetto agli altri brani di “Riavuli”, dove si colloca “Malelingue” a livello sonoro?

Malelingue è un brano viscerale e tagliente, ma a livello sonoro cerca di restituire l’intimità di questa donna, un suono molto intimo e malinconico.”

C’è un dettaglio musicale – magari nascosto – a cui sei particolarmente legata in questo brano?

“Non c’è un dettaglio musicale a cui sono legata, sono legata a tutto il brano, nella sua interezza.”

Come cambia “Malelingue” quando passa dalla dimensione in studio a quella live?

“L’emozione di cantarla dal vivo cambia inevitabilmente la restituzione del brano al pubblico.

Malelingue, dal vivo, assume un’altra forma, ogni parola diventa più viva, più presente, rispetto alla dimensione studio; ovviamente c’è molta più emozione e tanta energia tra noi musicisti nel suonarla e cantarla.”