“Ossa” nasce dalla confusione e dalla ricerca di sé: quanto è stato difficile accettare quella versione indefinita di te mentre scrivevi?
È stata una delle cose più difficili che abbia fatto nella mia vita. Io poi sono una persona super inquadrata, ho sempre pensato di sapere tutto di me e della direzione che volevo prendere, sono del segno della Vergine nel modo più stereotipato che potete immaginare. Per me l’indefinito è un incubo. Scrivere però ha dato una forma alla confusione, parole e suoni a ciò che stavo vivendo e mi ha aiutato ad accettare che è ok; a volte ci sta anche essere incasinatə.
Nel disco convivono due anime, una più morbida e una più dura: ti sei riconosciuta di più nella confusione “leggera” o nella frustrazione più rabbiosa?
È stata una montagna russa no sense: un continuo ondeggiare tra divertimento e spavento, rabbia, frustrazione e di nuovo paura e leggerezza. Ho cercato di far fare al disco un pezzetto della montagna russa che prosegue ascoltandolo di nuovo ;D
Hai detto che questo progetto non cerca risposte ma domande: qual è la domanda che ti ha fatto più paura affrontare?
“Lo vuoi davvero?”
Tornare alle “ossa” significa partire da ciò che è essenziale: oggi senti di essere più vicina a quella versione autentica di te stessa?
Non so se intendo per ‘’Ossa’’ l’autenticità. Credo di intendere più che altro le certezze. Mi sentivo autentica anche prima di ridurmi all’Osso, perché per me era autentico che non mi fossi più ascoltata e che quindi fossi piena di convinzioni per me non più vere. Non so se mi spiego, mi sono finalmente liberata di ciò che non aveva più senso, che mi stava stretto. E ora mi sento un po’ svuotata ma è ok, voglio ripartire scegliendo di nuovo tutto.
“Ossa” non è un punto d’arrivo.
È uno spazio.
Uno spazio vuoto, ma necessario.
Uno spazio in cui lasciare andare quello che non funziona più, anche quando fa paura.
Per Schiuma, ridursi all’essenziale non significa trovare subito una nuova definizione, ma concedersi il tempo di restare nell’indefinito.
E forse è proprio lì, in quel vuoto, che ricomincia tutto.




