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Ci sono momenti in cui tutto sembra crollare.
E altri in cui capisci che, forse, è proprio da lì che devi ricominciare.

Anelie sceglie di partire da questo punto con “tutto da rifare”, il suo primo singolo e l’inizio di un nuovo progetto artistico. Un lavoro che si muove su due binari precisi: da una parte l’intimità dei testi, dall’altra una ricerca sonora più sperimentale, capace di dare forma concreta al caos emotivo che racconta.

Il brano nasce da un’esperienza personale, ma si apre a una dimensione universale. Parla di quel momento in cui una relazione finisce — qualunque sia la sua natura — e ci si ritrova davanti a un vuoto difficile da gestire. Non è solo dolore: è disorientamento, è la sensazione di aver perso i punti di riferimento.

“tutto da rifare” racconta proprio questo: il peso del ricominciare.
Costruire di nuovo, pezzo dopo pezzo, senza sapere davvero da dove partire.

I ritornelli diventano il cuore emotivo del brano, dove il suono si fa più caotico e stratificato, restituendo quella sensazione di smarrimento che accompagna ogni tentativo di ripartenza. È lì che si concentra tutta la tensione: tra il bisogno di andare avanti e la difficoltà di farlo davvero.

Anelie non cerca risposte facili. Non semplifica.
Sceglie invece di restare dentro quel momento sospeso, raccontandolo per quello che è: fragile, confuso, ma anche necessario.

Perché a volte, per ricostruire, bisogna prima accettare che sia davvero tutto da rifare.