Skip to main content

C’è un confine sottile tra realtà e immaginazione, tra ciò che si perde e ciò che si trasforma. Alfredo Marasti lo attraversa con “Maltese”, il nuovo videoclip scritto e diretto dallo stesso artista, che anticipa Le avventure – Canto alle città visibili, album in uscita l’8 maggio 2026 per La Stanza Nascosta Records.

“Maltese” non è semplicemente un singolo, ma un tassello narrativo che introduce l’universo del nuovo progetto: un racconto stratificato, visivo e musicale, in cui l’esperienza autobiografica si intreccia con suggestioni cinematografiche e letterarie.

Il video, interpretato da Lucy Toscani e dallo stesso Marasti, si muove tra due poli immaginari ben riconoscibili: da una parte l’avventura sospesa e malinconica di Hugo Pratt, dall’altra le atmosfere enigmatiche e perturbanti del cinema di David Lynch. Il risultato è un racconto che affronta il tema del distacco e dell’elaborazione del lutto, scegliendo però una strada non lineare, fatta di simboli, visioni e fughe narrative.

Non si tratta di raccontare le avventure di Corto Maltese, ma di utilizzare quell’immaginario come filtro per dare forma a una storia personale. Il viaggio diventa così interiore, dove il dolore non viene spiegato, ma attraversato.

Le ambientazioni rafforzano questa dimensione sospesa: le scogliere di Old Harry Rocks, a Bournemouth, diventano uno spazio aperto e simbolico, quasi fuori dal tempo, mentre gli interni di Villa Forini Lippi, a Montecatini Terme, restituiscono una dimensione più intima e raccolta. Due luoghi che dialogano tra loro, tra apertura e clausura, tra fuga e ritorno.

“Maltese” si inserisce inoltre in una continuità narrativa con il precedente lavoro di Marasti: è, in parte, un sequel di Lutero 2.0. Se lì il protagonista restava imprigionato in una casa senza via d’uscita, qui la storia si riapre, suggerendo una possibilità diversa, forse una liberazione, forse un nuovo inizio.

Questo approccio si riflette anche nell’album che il videoclip anticipa. Le avventure – Canto alle città visibili è un progetto corale e profondamente stratificato, costruito attraverso una scrittura che mescola riferimenti, citazioni e visioni urbane. I brani si muovono come capitoli di un unico racconto, dove le città diventano luoghi simbolici e interiori.

Dal punto di vista sonoro, il disco si sviluppa su una base cantautorale arricchita da una forte componente strumentale: chitarre acustiche ed elettriche, violino, sintetizzatori e interventi corali costruiscono un paesaggio dinamico, capace di accompagnare la narrazione senza sovrastarla.

Tra i momenti più significativi, la presenza di Ultimo Tango (Closing Time), libera traduzione del brano di Leonard Cohen, e la citazione della sigla del film Heimat nel finale di Berlino Notte, elementi che contribuiscono a definire l’identità del progetto: un dialogo costante tra memoria personale e patrimonio culturale.

Accanto a Marasti, una formazione ampia che partecipa alla costruzione del suono in modo collettivo: Dario Baldini al basso, Daniele Belli alle chitarre elettriche, Teresa Dereviziis al violino, Simone Vignoli alla batteria, insieme ad altri contributi che arricchiscono ulteriormente la dimensione del disco.

“Maltese” è quindi molto più di un’anticipazione: è una porta d’ingresso. Un primo passo dentro un progetto che sceglie di raccontare il presente attraverso immagini, riferimenti e stratificazioni, senza cercare scorciatoie.

Un lavoro che non semplifica, ma invita ad entrare. E a restare.